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Vero "girl power"

Chi sono le due donne che vigilano sulla sicurezza di Bergamo

Chi sono le due donne che vigilano sulla sicurezza di Bergamo
Persone 09 Settembre 2016 ore 14:40

I ragazzi e le ragazze (di una volta) si ricorderanno uno slogan che imperversò per il mondo: "Girl Power!", potere alle donne. Certo, il fatto che a dirlo fossero le Spice Girls non aiutava certo a passare dalle parole ai fatti, ma grazie al cielo è bastato avere un po' di pazienza. Oggi, infatti, le donne al potere nel mondo sono tante, brave e preparate. La strada da percorrere è ancora lunga per raggiungere la meta della parità totale dei sessi, ma ogni giorno si fa un passo in avanti. E Bergamo non resta certo a guardare: in meno di una settimana, infatti, al vertice della sicurezza cittadina c'è stata una vera e propria svolta rosa. Da una parte il nuovo prefetto, Tiziana Costantino; dall'altra il nuovo comandante della Polizia locale, Gabriella Messina.

 

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Gabriella Messina, comandante della Polizia locale. L'ultima in ordine di tempo a raggiungere il "potere" è stata Messina, chiamata da Palazzo Frizzoni a sostituire l'ex comandante Virgilio Appiani giovedì 8 settembre. La scelta è stata effettuata dopo un regolare concorso, a cui hanno preso parte 30 candidati e vinto dalla ex vice di Appiani. Messina ha 48 anni, vive a Terno d'Isola ed è madre di due figli, rispettivamente di 24 e 18 anni. Ma è soprattutto una donna preparatissima nel suo mestiere: diplomatasi nel 1988 all’Istituto Tecnico Commerciale G. Maironi da Ponte di Presezzo, nel 1993 ha passato il concorso del Comune di Bergamo diventando ufficialmente un agente della Locale dopo aver lavorato per cinque anni come segretaria nello Studio Legale Avv. D’Aloia Gianni e Avv. Battilà Giancarlo. Dopo 10 anni nella qualifica di agente, nel 2003 ottiene la qualifica di Commissario Aggiunto di Polizia Locale con la responsabilità di unità operativa presso la Divisione Pronto Intervento. Tra il 2009 e il 2012 ricopre il ruolo di responsabile di diversi nuclei operativi della Polizia locale: Bergamo Centro, la Divisione Pronto Intervento e Bergamo Ovest. Poi sale di grado, diventando la responsabile del Servizio Controllo del Territorio e Sicurezza Urbana, e addirittura vicecomandante nel giugno 2014, dopo aver conseguito nell'aprile 2013 la laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bergamo. Ora, dal 15 settembre, sarà la prima donna al comando della Polizia locale di Bergamo. Un orgoglio, ha spiegato lei stessa durante la conferenza stampa di presentazione, e un sogno che si realizza: «Amo questo lavoro da quando nel 1993 sono entrata in servizio nel corpo di Polizia locale. Diventare comandante era il mio sogno. Ho avuto la fortuna di lavorare accanto al comandante Appiani: sono molto contenta e cercherò di fare bene con tutto lo staff, con la lealtà che ci ha sempre contraddistinto nei confronti del corpo». La priorità naturalmente, è la sicurezza dei cittadini bergamaschi: «Da quando ho iniziato questo lavoro, il tema della sicurezza è sempre stato in cima alla lista delle priorità, anche se oggi è cambiata la percezione: c’è un’attenzione e un livello di guardia maggiore proprio perché le persone si sentono più vulnerabili ed indifese».

 

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Tiziana Costantino, il nuovo prefetto. A una ventina di minuti a piedi di distanza dal comando della Locale di via Coghetti, c'è un'altra donna che ha da poco preso il "potere" in città. Stiamo parlando di Tiziana Costantino, nuovo prefetto di Bergamo. Nata a Reggio Calabria il 13 ottobre 1951, Costantino s’è laureata in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Messina. Anche lei madre di due figli, ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense e possiede un master di secondo livello in Organizzazione e funzionamento della Pubblica Amministrazione acquisito presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma. L’incarico a Livorno, iniziato nel 2012, è stato il suo primo da prefetto, mentre in precedenza ha svolto diversi ruoli negli uffici centrali (come testimonia il suo CV): Direttore dell’Ufficio Amministrazione della Direzione Investigativa Antimafia, ma anche Ad del Fondo di assistenza per il personale della Pubblica Sicurezza, Direttore dell’Ufficio Pianificazione e Programmazione delle Risorse della Direzione Centrale dei Servizi Tecnico-Logistici del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Presidente dell’Organismo Indipendente di Valutazione della Performance. Per quanto riguarda l’amministrazione locale, oltre che prefetto di Livorno, nel 2007 è stata Commissario straordinario per la provvisoria gestione del Comune di Sondrio. Nei circa 4 anni passati in Toscana, Costantino s’è distinta in particolare per le buone doti diplomatiche. Alle prese di posizione nette, infatti, ha sempre preferito il dialogo, convinta che «un prefetto deve stare a contatto con le autonomie locali, con i cittadini, e affrontare di petto le problematiche del territorio», come disse durante il discorso di insediamento a Livorno.

Dall'immigrazione agli ultrà: le prime parole del prefetto. Dopo essere stata nominata il 10 agosto, Costantino s'è insediata in via Tasso soltanto da pochi giorni. Ma ha già le idee molto chiare su quali saranno le priorità del suo mandato: «L'immigrazione è un tema rovente» ha detto nel suo primo incontro con la stampa. Una presa di posizione netta e chiara, che certo non le renderà facile la vita con alcuni esponenti politici della città, su tutti i leghisti. Ma anche in tal senso, Costantino è chiara e tranquilla: «Dialogo e confronto saranno le mie linee guida», come a Livorno. E come dimostrano i primi appuntamenti fissati nella sua agenda: nelle prossime settimane incontrerà tutti i sindaci del territorio in riunioni suddivise per aree. L'obiettivo, come ha spiegato lo stesso neoprefetto, «è arrivare a costituire una rete di solidarietà che coinvolga tutti. Noi prefetti dobbiamo garantire l'accoglienza dei profughi: un dovere per l'Italia e per il "sistema Europa", di fronte a un problema che sta assumendo risvolti sempre più gravi». Nel frattempo, però, Costantino ha incontrato tutte le principali cariche cittadine, dal vescovo Beschi al sindaco Gori, avendo così modo di conoscere un po' Bergamo: «È una città che non conoscevo ma bellissima». Naturalmente, in questa città, non poteva mancare la domanda su un altro tema che scalda gli animi: gli ultrà. «Appena arrivata mi hanno detto: "Guarda che qua c'è l'Atalanta" - dice ridendo il prefetto -. Ma arrivo da Livorno, altra città con una situazione delicata sul fronte tifoseria. Qui lo è, ma in modo diverso. Anche su questo fronte credo che il dialogo sarà l'arma vincente. È giusto che i tifosi abbiano uno spazio dedicato alla loro passione, ma non mi tirerò indietro davanti a situazione che riterrò rischiose. In ogni caso l'apertura da parte mia è massima».

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