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L'incredibile isola dei gatti

L'incredibile isola dei gatti
Persone 25 Marzo 2015 ore 12:45

Un esercito di gatti selvatici governa una remota isola nel sud del Giappone. La chiamano Cat Island, è una striscia di terra a 30 minuti di traghetto dalla prefettura di Ehime (Giappone) e qui più di 120 venti felini la fanno da padrone. Il nome dell’isola è Aoshima ed è abitata da una manciata di essere umani, poco meno di venti persone, per lo più pensionati che non hanno aderito alle ondate di migranti che si sono trasferiti in città dopo la Seconda Guerra Mondiale. In origine Aoshima poteva vantare una popolazione che sfiorava addirittura le 900 unità, ma poi, per la crisi dell’industria del pesce, a poco a poco, si è ridotta ad essere quasi completamente disabitata.

 

 

Come sono arrivati qui. I gatti sono stati portati su quest’isola dai pescatori come stratagemma per sconfiggere i topi che mangiavano i bachi da seta necessari alla costruzione delle reti per pescare. Ma, ironia della sorte, una volta fatti sparire i fastidiosi roditori, i gatti hanno iniziato a moltiplicarsi a dismisura, divenendo, in breve tempo, gli unici proprietari dell’isola. È abbastanza evidente che a qualcuno la situazione sia letteralmente scappata di mano. E così oggi si tenta di rimediare a quest’eccessivo affollamento cercando di castrare le gatte, ma è una soluzione lontana dal risolvere il problema e comunque complessa da realizzare. Secondo il Giappone Daily Press, la popolazione felina ha cominciato ad aumentare circa un decennio fa, quando quella umana è invece diminuita drasticamente e non c'è più stato nessuno in grado di prendersi cura dei gatti.

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Un’isola malinconica. Senza ristoranti, automobili, negozi o piccoli shop, Aoshima non è proprio un paradiso turistico. Al contrario, le molte case abbandonate, le strade poco curate e la quasi totale assenza di persone ne fanno un luogo che a una prima occhiata può risultare triste e fatiscente. Non sono di questa idea gli amanti dei gatti. In questi anni l’isola è divenuta meta di pellegrinaggio sia per gli appassionati di questi animali che anche per tanti curiosi. Come già detto, non si può proprio definire un paradiso turistico, al massimo, può essere etichettato come paradiso per gli amanti dei gatti. Dato che non c’è nessuno che si cura di questo esercito a quattro zampe, i turisti che sbarcano sull’isola lasciano volentieri sui cigli delle strade barrette di cioccolato, patate, riso, biscotti e quant’altro si trovi nei loro zainetti. E gli animali, che non sono per nulla schizzinosi, si nutrono con tutto quello che trovano in giro. E continuano ad aumentare di numero.

 

 

Il problema del turismo. Purtroppo, la notorietà raggiunta dall’isola ha creato non pochi problemi al ristretto numero di abitanti che vivono su Aoshima. Non essendoci alcun tipo di servizi, attrazioni e mezzi di trasporto, oltre che guardare e scattare qualche foto ai numerosi gatti che sono lì presenti, i turisti che arrivano sull’isola dopo un po’ non sanno più che fare. Inoltre il traghetto che fa la spola da costa a costa fa solo due corse al giorno, per cui la permanenza dei visitatori su Cat Island dura necessariamente molte ore. Ciò significa che a volte i viaggiatori finiscono per vagare su proprietà private dei residenti, recando fastidio alla tranquilla popolazione locale e magari facendo sorgere anche qualche inaspettato litigio. Inoltre un pescatore intervistato dalla ABC ha dichiarato: «Sono contento che le persone vengano qui perché sono amanti dei gatti, ma spero che questo non diventi un fardello da portare per le persone che vivono qui da sempre».

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