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Si è laureato il luglio scorso

L’ingegnere che corre ad alta quota

L’ingegnere che corre ad alta quota
Persone 27 Marzo 2019 ore 11:57

Suo papà Fausto ha sempre fatto lo sci, il fondo, che è anche più duro di quello in discesa, e ovviamente d’estate c’erano sempre le escursioni in montagna da fare. Anche Armida, sua mamma, adora passeggiare e godersi l’aria ad alta quota. Quando la montagna è di famiglia si vede. Ce l’aveva dentro anche Cesare Maestri, il campioncino dell’Atletica Valli Bergamasche di Leffe, che ha appena vinto l’oro ai regionali di campestre sul tracciato di Capo di Ponte e tiene alto il nome della società della Val Seriana ogni volta che può. Cesare aveva dentro la montagna e la corsa. E poi la natura, l’ingegno e la passione. «Da ragazzino ho sempre fatto tantissimi sport: giocavo a calcio, facevo il centrocampista, e poi c’era la bicicletta, in salita andavo forte, me la cavavo bene perché mi piace un sacco quando la strada sale, ma avevo paura delle volate, lì devi essere pronto, fare a spallate, nel gruppo non si scherza mai, e allora ho lasciato perdere. Così un giorno il mio prof di ginnastica mi dice di provare l’atletica. Da studente andavo alle campestri e ottenevo buoni risultati. Mi era sembrata una buona idea e mi ci sono buttato». Da allora Cesare, classe 1993, è diventato grande. L’anno scorso è diventato vicecampione d’Europa di corsa in montagna con la maglia azzurra, segno che tutte quelle cose che aveva dentro è riuscito a organizzarle, tirarle fuori al momento giusto e farle fruttare.

 

 

Cesare è di Borgo Lares, che è un paesino di settecento abitanti vicino a Trento. È cresciuto lì e da lì non si vuole spostare. Ci sono le salite, i prati e l’orizzonte è sempre pieno di curve. «Però con Bergamo ho un feeling speciale. Da un paio d’anni quelli dell’Atletica Valli Bergamasche mi chiedevano di correre per loro, alla fine ho ceduto. Ero affezionato alla squadra di prima, poi mi sono deciso e ho cambiato perché quella bergamasca è una delle squadre più forti di corsa in montagna. E adesso lì ho tanti amici, quando vengo per le gare mi fermo da qualche compagno di squadra, mi portano nei locali giusti lì in valle, ci divertiamo». Quella dell’Atletica Valli Bergamasche di Leffe è una storia di costanza e dedizione. Della società fanno parte una ventina di atleti, tutti appassionati di corsa e di montagna. Il loro credo è la volontà e Cesare ha tutti i requisiti. Sua sorella Cecilia ha studiato Fisica, lui invece si è laureato in Ingegneria energetica lo scorso luglio e in pratica dedica gran parte del suo tempo a capire come far funzionare meglio le cose. «Da un edificio puoi recuperare un sacco di sprechi, è un vero vantaggio per l’uomo e per l’ambiente. Risolvere i problemi energetici non sarà facile, l’uomo ha fatto un sacco di disastri, ma bisogna provarci. Sport e ambiente corrono assieme, infatti è la corsa in montagna che mi ha spinto a iscrivermi a Ingegneria. Ti rendi conto che le cose mutano troppo velocemente: dobbiamo prendere delle decisioni sul nostro futuro, è importante».

 

 

Il mondo di Cesare non è solo quello del paesino, è anche tutto il resto: quello delle corse in giro per l’Europa e per il mondo. L’ultimo traguardo è l’oro ai regionali di campestre. «Meglio di così non poteva andare, il periodo è buono, mi sono allenato bene, ci tenevo a fare una bella gara perché poi è in quelle che devi trovare le conferme. Non è mai scontato, anche se a livello di sensazioni mi sentivo bene». Gli era successo anche a luglio, a Skopje, Macedonia. Quel giorno Cesare ha capito il suo valore. L’argento in una manifestazione continentale ti cambia la vita. «È stata una bella botta di adrenalina, sono emozioni che mi porterò dentro per sempre. Prima della gara stavo bene, ma correre è diverso e non mi aspettavo di arrivare nei primi tre. A metà gara avevo capito che il risultato si poteva fare e quando ho tagliato il traguardo ho pensato: “Sono qui veramente?”. È stato bellissimo. I giorni dopo ero come svuotato di tutte le energie, è stato incredibile. Dalle mie parti abita anche Cesare Maestri, il famoso partigiano e alpinista, lo conosco e adesso lui conosce me, mi segue. L’ultima volta mi ha anche regalato il suo ultimo libro con una dedica. I miei idoli? Ammiro molto i gemelli Dematteis, e poi Kipchoge, l’altelta keniota che ha fatto il record del mondo della maratona».

Adesso l’obiettivo di Cesare sono i mondiali di corsa in montagna in Argentina (il 15, 16 e 17 novembre). E poi ovviamente ci sono i sogni: «Mi piacerebbe fare le Olimpiadi, sono il sogno di ogni atleta. Purtroppo la mia specialità non c’è. Magari un giorno la metteranno, anche perché è uno sport di alto livello. La corsa è fatica, ma quando riesci a trovare il giusto equilibrio entri in armonia con ogni cosa. A quel punto ti godi solo le emozioni e non pensi ad altro».