Aveva imparato a tenere un violino tra le mani quando era ancora un bambino e da allora non aveva mai smesso di vivere per la musica. Antonio Scarpanti, scomparso mercoledì 21 ottobre all’età di 90 anni, lascia un segno profondo nella storia musicale di Dalmine e nel cuore delle generazioni che ha accompagnato con il suo talento e il suo insegnamento.
Nato in una famiglia in cui la musica era di casa, aveva ricevuto il primo violino dal padre, stimato violoncellista, a soli cinque anni. Dopo gli studi al conservatorio di Bergamo, aveva proseguito la formazione a Milano con maestri di fama, tra cui Alberto Poltronieri.
Il primo concerto a sette anni, poi il debutto in teatro a 14 con “La Bohème”. A vent’anni era già impegnato in tournée e concerti tra America, Messico e Cuba. Nel 1954 aveva suonato al Teatro Donizetti di Bergamo nella storica rappresentazione della “Lucia di Lammermoor”, accanto a Maria Callas. La sua carriera lo avrebbe portato anche a collaborare con diverse formazioni orchestrali e con musicisti legati al Teatro alla Scala, partecipando alla prima tournée giapponese.
A 26 anni, dopo aver conosciuto Franca, poi diventata sua moglie, aveva scelto di rinunciare alla musica come professione esclusiva, senza mai abbandonarla. Accanto al lavoro nella segreteria scolastica, aveva continuato a suonare, a esibirsi e a trasmettere (…)