L'addio

L’ultimo saluto ad Alessia Biasi: «Con la sua morte ha salvato nostro figlio»

La chiesa di Zanica gremita per i funerali della giovane mamma scomparsa a 31 anni per una grave infezione batterica. Il compagno: «Era una madre straordinaria». Il piccolo Tommaso ora è fuori pericolo.

L’ultimo saluto ad Alessia Biasi: «Con la sua morte ha salvato nostro figlio»

La chiesa parrocchiale di Zanica non è riuscita a contenere tutte le persone arrivate per salutare Alessia Biasi. Nella mattinata di venerdì 13 marzo amici, parenti e tanti concittadini si sono stretti attorno alla sua famiglia per l’ultimo saluto alla giovane mamma scomparsa improvvisamente lunedì 9 marzo a causa di una grave infezione batterica. Molti sono rimasti anche sul sagrato, in silenzio.

Al termine del rito, all’esterno, un momento di raccoglimento accompagnato dalle note di una canzone di Ultimo, artista molto amato da Alessia e ricordato anche dalla sorella. Poi il cielo si è riempito di palloncini bianchi, ciascuno legato a fotografie che raccontavano frammenti di vita condivisa con lei.

«Una madre straordinaria»

Così la ricorda il compagno, Valerio Cisotto. Parole che, spiega lui stesso, non sono state scelte a caso. «Con la sua morte ha salvato la vita di nostro figlio. Se non fosse stato per lei, nel giro di pochi giorni probabilmente avremmo pianto su una bara bianca». A stare male per primo, infatti, era stato il piccolo Tommaso, due anni. I sintomi, comparsi circa una settimana prima, non sembravano migliorare e non lasciavano presagire un’infezione tanto aggressiva. «Quando anche Alessia ha contratto la stessa infezione – racconta Cisotto – non ci è stato subito chiaro quanto la situazione fosse grave».

Cosa è accaduto

Il peggioramento arriva lunedì. Il trasporto d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII è immediato, ma per la giovane mamma non c’è più nulla da fare. Ed è proprio dopo la sua morte che i medici riescono a individuare il batterio responsabile dell’infezione. «È stato grazie a questo che il personale sanitario ha potuto curare nostro figlio», spiega il compagno.

Bimbo fuori pericolo

Tommaso è ancora ricoverato, ma le sue condizioni sono in netto miglioramento e nei prossimi giorni verrà dimesso. Secondo quanto riferito dalla pediatra, senza quella diagnosi si sarebbe potuti arrivare anche a conseguenze molto più gravi, «come svenimenti, perdita di coscienza o peggio».

Dalla Liguria

Originaria della Liguria, Alessia Biasi era nata e cresciuta in provincia di Imperia, tra Vallecrosia e Bordighera. L’amore l’aveva poi portata in Bergamasca, dove lavorava in una tabaccheria ad Albano Sant’Alessandro, dopo aver lavorato per anni in quella della Conad di via Carducci, a Bergamo.

Il ricordo della famiglia

La sorella Alice e i genitori Daniela e Orlando nei prossimi giorni torneranno in Liguria, ma il legame con la famiglia di Valerio resterà forte. «Resteremo sempre uniti – dicono -. Un giorno racconteremo a Tommaso quanto la sua mamma lo amasse».