Sono trascorsi 24 anni da quel terribile 26 marzo 2002 che si portò via, con un atto di profondo e ingiustificabile odio, la vita di Paola Mostosi. Ancora oggi, a quasi un quarto di secolo di distanza, la sua vicenda continua a essere una delle più tristi pagine di cronaca locale e uno dei più tremendi femminicidi avvenuti nella nostra provincia.
Paola Mostosi aveva 24 anni; dopo il diploma al liceo Mascheroni di Bergamo aveva conseguito la laurea in Economia e in quel periodo lavorava come praticante in uno studio di commercialisti. La sua vita era tranquilla e perfettamente paragonabile a quella di molte altre ragazze come lei.
Quella mattina era uscita di casa per andare al lavoro e lungo l’autostrada A4 un camion di fronte a lei perse dei detriti che colpirono la sua auto danneggiandola. I due conducenti si fermarono per compilare la constatazione amichevole, ma poco dopo nacque una discussione che finì in tragedia: l’allora trentaduenne camionista Roberto Paribello aggredì la ragazza e la costrinse sul proprio camion, tenendola immobilizzata per ore.
Dopo la lunga agonia, Paola fu strangolata dall’uomo che temeva di essere denunciato per molestie. Il suo corpo fu ritrovato il giorno successivo in un canale a Marne di Filago e poco dopo l’assassino venne rapidamente identificato e condannato all’ergastolo, sentenza poi confermata in via definitiva l’anno successivo.

Il vuoto incolmabile della perdita di Paola resta una ferita difficile da rimarginare per tutta la comunità di Torre Boldone, che anche quest’anno, nel giorno della sua scomparsa, ha voluto ricordarla con una pioggia di affetto (…)