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Simona Bonaldi, signora delle auto

Simona Bonaldi, signora delle auto
Persone 12 Settembre 2016 ore 03:30

Pensare che lei voleva iscriversi a Lettere. A convincerla ad entrare a far parte dell’azienda di famiglia, il Gruppo Bonaldi, è stata sua madre. Un passaggio da donna a donna, quello tra Carla Comana e la figlia, Simona Bonaldi, amministratore delegato insieme al cognato Gianemilio Brusa di una delle più importanti realtà nel settore automobilistico a livello nazionale e internazionale. La signora Comana, fondatrice con il marito Lorenzo del Gruppo Bonaldi, entrambi scomparsi, voleva una figura femminile in azienda, dato che al fianco del coniuge già lavoravano due uomini, il figlio Gianpietro e il genero. Il suo desiderio era quello di mantenere l’equilibrio che aveva costruito con il marito: «Erano molto complementari – ricorda Simona -, dove non arrivava una arrivava l’altro. Lei si è sempre occupata della parte amministrativa e finanziaria, lui di quella operativa. Si compensavano. Quando magari il papà si arrabbiava con qualcuno in azienda, lo faceva in modo un po’ rude, anche se al 99 per cento aveva ragione. Poi interveniva lei e con la sua dolcezza cercava di ammorbidire la situazione».

In occasione della presentazione del secondo open-day dell’azienda dedicato ai dipendenti e alle loro famiglie, che avrà luogo domenica 11 settembre, Simona Bonaldi ha accettato di raccontarsi a Bergamo Post.

 

 

Cinquantuno anni, bionda, sicura di sé, di un decisionismo venato da garbo e gentilezza, si destreggia tra il lavoro, la famiglia e il tempo per se stessa. Che non è molto, visti i numerosissimi impegni di una manager del suo calibro, ma per lei è prezioso e irrinunciabile: «Se io sto bene riesco a trasmettere quella positività che serve alle persone che mi circondano, alla mia famiglia, ai miei collaboratori. E per star bene ho bisogno di prendermi dei momenti per me, per fare ciò che mi piace: vado a correre, cucino, lavoro all’uncinetto, leggo. Lo consiglio a tutte le donne».

Com’è la sua giornata tipo? «La mia giornata è bellissima. Mi sveglio presto e parto con 10 minuti di yoga, oppure con un’ora di palestra per darmi la giusta carica. Poi c’è il rito della colazione in famiglia, un momento irrinunciabile per noi». Simona è sposata con l’imprenditore  Marco Anzovino, dal quale ha avuto due figli, Maria, 24 anni e Ezio, 20. «Verso le 8.30 arrivo in azienda e comincio a lavorare, quando riesco mi fermo per la pausa pranzo, poi tiro fino a sera. Torno a casa verso le 19.30 e mi dedico alla famiglia come una normale madre e moglie: vado a fare la spesa e preparo la cena perché anche il ritrovarsi attorno al tavolo la sera è un altro dei nostri momenti importanti. Dato che non ci vediamo molto a causa dei nostri impegni, cerchiamo di trascorrere del tempo di qualità insieme non appena possibile».

 

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[Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa]

 

Il suo ingresso in azienda è avvenuto nel 1990. Una volta terminata Ragioneria, Simona ha comunicato alla madre che voleva intraprendere un percorso di studi umanistici. «È a quel punto che lei mi ha chiesto di entrare in azienda – racconta -. Io non ho avuto nessuna remora a provarci. Se tornassi indietro rifarei cento volte la stessa scelta». Così si è iscritta a Economia e Commercio e, dopo aver dato tutti gli esami, «nel giro di tre mesi mi sono laureata, mi sono sposata e ho cominciato la mia avventura nel Gruppo. Inizialmente ho affiancato mia madre poi, una volta pronta, ho assunto via via sempre più responsabilità fino a ricoprire la carica di amministratore delegato. Ma l’azienda l’ho sempre respirata in famiglia, fin da quando sono nata. I miei parlavano spesso di lavoro e io mi accorgevo dalla loro gestualità, dal loro modo di comportarsi di cosa succedeva. Ad esempio, mia madre quando andava in Volkswagen si curava più del solito, quindi quando la vedevo vestita particolarmente bene sapevo che doveva andare a Verona dal distributore per l’Italia del marchio tedesco. E io, tutt’oggi, quando vado in Volkswagen automaticamente ripercorro i suoi gesti mettendo più attenzione nell’abbigliamento, negli accessori».

 

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Simona è l’ultima di 5 fratelli: la prima, Rosa Maria, ha scelto di occuparsi della famiglia lasciando a suo marito, Gianemilio Brusa, l’opportunità di far carriera all’interno del Gruppo; Giancarla ha lavorato come insegnante ed ora si occupa della gestione dell’azienda vitivinicola della famiglia Bonaldi, la “Cascina nel bosco” a Petosino; Giuseppe, medico, primario di neuroradiologia all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo e Gianpietro, che ha lavorato nella concessionaria fino alla sua prematura scomparsa, nel 2005. In azienda attualmente lavorano anche quattro nipoti.

La manager parla con estremo affetto della sua famiglia, dei suoi genitori. Quando le chiediamo cosa le manca di più di sua madre e suo padre dice serena: «Nulla. Perché sono talmente dentro di me che li sento molto vicini, anche se non ci sono più. Certo, qualche volta mi manca il confronto, il loro consiglio. Ma poi ci penso e capisco che ciò che mi avrebbero consigliato lo so già, mi dico “papà avrebbe fatto così, mamma avrebbe detto così”. Erano entrambi molto amati dai loro dipendenti, erano persone forti, di un certo spessore, con una grande personalità».

 

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Seguendo le orme dei genitori, Simona Bonaldi e suo cognato hanno molto a cuore i loro 260 collaboratori. E per loro, da due anni a questa parte, organizzano una giornata speciale: tutti i dipendenti delle quattro sedi di Bergamo, Lecco, Treviglio e Azzano San Paolo sono invitati nel quartier generale di via V Alpini per un pomeriggio di festa insieme alle loro famiglie. Quest’anno ci sarà un tema, il claim social #iosonoanchequesto: una mostra fotografica dedicata ai dipendenti e al loro tempo libero. Chi sono? Cosa fanno quando non sono al lavoro? Quali sono i loro hobby? Le tre foto più belle vinceranno un fine settimana alla guida di Porsche, Audi e Volkswagen. Durante la giornata saranno inoltre proiettati dei filmati che mostrano invece gli stessi dipendenti al lavoro, in modo tale da far vedere ai familiari dove e come si svolge la giornata lavorativa del proprio caro.

Ma la “cura” nei confronti dei collaboratori passa anche attraverso la formazione, 3.800 ore all’anno, la valorizzazione dei talenti con il progetto, voluto proprio da Simona Bonaldi, “Cuori in movimento”, che comprende anche uno sportello dedicato all’assistenza dei neogenitori, ai quali viene fornito un supporto informativo e regalato il seggiolino per l’auto. Lo scorso anno è stato attivato un punto ristoro attrezzato e confortevole per permettere ai dipendenti di trascorrere la pausa pranzo in un luogo piacevole e funzionale.  Piccole grandi attenzioni che stimolano il senso di appartenenza all’azienda.

 

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Il Gruppo Bonaldi rappresenta otto marchi distinti: Audi, Volkswagen, Skoda, Seat, Volkswagen veicoli commerciali, Porsche, Lamborghini e Supernova Car Outlet che si occupa di auto usate. L’azienda ha un fatturato consolidato di 200 milioni di euro, con 250mila automobili vendute in 50 anni di attività e 15 rivenditori autorizzati esterni.

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