L'intervista

Stefani Casini, la direttrice che ha reso grande il Museo Archeologico di Bergamo

In pensione dopo 38 anni in piazza della Cittadella, racconta come è riuscita a farne un luogo affascinante per bergamaschi e turisti

Stefani Casini, la direttrice che ha reso grande il Museo Archeologico di Bergamo

di Paolo Aresi

Stefania Casini ha lasciato pochi giorni fa il suo ruolo di direttrice del Museo archeologico della nostra città perché è andata in pensione. Aveva varcato il portone di piazza Cittadella per la prima volta nel 1988.

Sono stati trentotto anni intensi, ricchi di iniziative. Il museo è stato completamente cambiato. Ce lo racconta l’archeologa conversando nella sua casa di Milano. Stefania Casini è sorridente, rilassata, ma avverte: non ha alcuna intenzione di riposarsi troppo, l’interesse per il lontano passato degli esseri umani non si è spento certamente con la pensione.

Com’è cambiato il museo archeologico di Bergamo nei suoi anni?

«Quando sono arrivata ho trovato un allestimento che direi poco coinvolgente, con pannelli didascalici scritti in un linguaggio ostico e per di più pieni di errori. Sono partita da lì, dall’intenzione di fare del museo un luogo accogliente, affascinante, che avrebbe incuriosito i visitatori. Per questo ho pensato di valorizzare le collezioni civiche del museo, alcune bellissime, di età pre-romana e romana, per esempio».

Il museo è stato completamente ristrutturato negli ultimi anni.

«Sì, è stato un gran bel lavoro, un impegno importante. Adesso gli spazi sono sfruttati al meglio, potendo così migliorare l’esposizione. Poi, ci troviamo sempre nella stessa sede, con i suoi limiti. Da quando sono entrata si parlava di un nuovo museo e così ho passato anni a studiare progetti, prima per l’area del Carmine, poi per quella del Palazzo del Podestà dove poi invece è arrivato il museo del Cinquecento… insomma, noi siamo rimasti qua. Ma il Carmine sarebbe stata una bellissima soluzione».

Lei è direttrice del Museo archeologico, che però viene coordinato dal Museo di Scienze Naturali.

«Sì, è stata una novità di una manciata di anni fa che ha portato a qualche difficoltà (…)

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