nord del Benin

Suor Ornella Carrara, dopo il tentativo di rapimento (sventato) è tornata nella sua Africa

Nel gennaio 2025 i servizi segreti italiani la portarono in salvo. Dopo un anno in Italia, è ripartita per completare l'ospedale

Suor Ornella Carrara, dopo il tentativo di rapimento (sventato) è tornata nella sua Africa

di Fabio Gualandris

Nel gennaio 2025 i servizi segreti italiani, intercettarono un tentativo di rapimento della suora laica Ornella Carrara da parte di un gruppo di terroristi, portandola in salvo. Dal 2007 suor Ornella operava nel Benin per realizzare un ospedale pediatrico. Come già anticipato nel primo numero di quest’anno del nostro giornale, suor Ornella ci comunicò con gioia l’imminente suo ritorno nel nord del Benin.

«Ora sono a Goumori, per terminare il nostro ospedale»

Ora, a distanza di un anno è tornata nella sua amata Africa, anno trascorso tra Fiobbio, suo paese d’origine, e Brescia dove ha sede legale l’associazione Piccolo Cedriac onlus, referente del progetto ospedaliero di cui suor Ornella è responsabile.

Ce lo ha comunicato con questo messaggio unitamente a un collage fotografico di un’alba a Goumori, nel Benin, dove è in fase di realizzazione l’ospedale: «Un anno fa, esattamente il 22 gennaio 2025, c’è stato il tentativo del mio rapimento, sventato dagli 007 della mia Italia. Ma grazie al mio Signore Gesù Cristo e alla Madonna, un nuovo sole sta sorgendo più bello e luminoso lassù in alto, sempre più in alto».

82 anni, medico, da 40 anni missionaria in Africa, suor Ornella ci racconta come ha vissuto l’anno di attesa, prima dell’atteso ritorno: «Aver trascorso un anno in Italia mi è costato da morire, ma ora sono a Goumori – nel Comune di Banikoara a nord del Benin che confina con il Burkina Faso e il Niger – per terminare il nostro Ospedale Piccolo Cedriac. Nel Benin ora la situazione è tranquilla».

«Per terminarlo – conclude -, manca ancora una parte importante tra cui la maternità, la neonatologia, il laboratorio, la farmacia e una cappella. La costruzione dell’ala destra (1600 mq) ha richiesto circa 400 mila euro; per ultimare la restante parte (2200 mq), ne servono ancora 500 mila, ma ho tanta fiducia nella Divina Provvidenza che toccherà il cuore dei miei conterranei, sempre sensibili ai progetti umanitari promossi da altri bergamaschi».

Ognuno, per quanto può, può concorrere al completamento dell’opera, anche con donazioni all’associazione Piccolo Cedriac onlus (banca Bper, piazza della Loggia 3, Brescia – Iban IT 78 I O538711210000042679723).