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Il discorso alla Bocconi

Cook: la miglior azienda è quella che persegue il bene comune

Cook: la miglior azienda è quella che persegue il bene comune
Persone 11 Novembre 2015 ore 16:46

Martedì 10 ottobre Tim Cook, CEO della Apple, ha tenuto un breve discorso all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Bocconi. Il discorso non è memorabile (nulla a che fare con quello ormai celeberrimo tenuto da Steve Jobs all’Università di Stanford. Stay hungry, stay foolish, citato da tutti). Nonostante ciò, alcuni passaggi sono meritevoli di essere riproposti, soprattutto per farci capire la filosofia di vita e di lavoro di uno degli amministratori delegati più influenti del momento.

Nel suo discorso -- il primo in un'università al di fuori degli Stati Uniti -, intitolato "Business That Serves the Public Good" (il Business che serve il bene comune), Cook ha esordito con un ringraziamento al presidente Monti, presidente della Bocconi,, definito dallo stesso come «un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio pubblico senza mai esitare di fare il suo dovere per il suo paese e per il suo continente», nonché «un ispiratore per una intera generazione di leader». Queste parole, pronunciate da l’uomo a capo di una delle più innovative multinazionali del mondo, sono un piccolo indizio della considerazione che lo stesso ha a livello internazionale e del fatto che sia decisamente più alta della nostra. Ha continuato sottolineando il legame esistente tra Apple e l’Italia, definito inevitabile essendo il Bel Paese la patria del design dove «la forma ha incontrato l’ispirazione e la funzionalità, dove l’eccellenza si raggiunge facendo il meglio e non producendo di più» e aggiungendo che «l’Italia, tanti e tanti anni fa, ha cambiato il modo in cui noi pensiamo e viviamo, strutturando le nostre società e provando che le grandi idee possono davvero cambiare il mondo».

 

Italy Apple Cook

 

A questo punto il contenuto del discorso è diventato autobiografico, Cook ha ricordato i suoi anni all’Università e di come, parole sue, la cosa più utile che abbia imparato «ancora più delle singole lezioni, è stato il lavoro di gruppo, il cameratismo e la cooperazione», è lì che ha capito come «il singolo sia migliore se lavora in gruppo ed è in gruppo che ci si può sentire invincibili». «Quando ero come voi alla Business School - ha detto - ho incontrato 5 persone, con background etnico molto diverso e anche idee politiche molto diverse. Abbiamo cominciato a lavorare insieme e abbiamo usato le nostre idee diverse per essere sempre più forti: c'era sempre tra noi chi riusciva a dare qualcosa in più a seconda degli argomenti di cui ci occupavamo. L'alleanza che abbiamo formato è durata due anni. I miei amici sono stati una grande lezione per capire come può funzionare un business. Ritengo che le aziende saranno in futuro saranno sempre più diversificate. So che è vero per quanto riguarda anche la Apple. Questa diversità fa parte del nostro dna come azienda".

Ha poi declinato tale concetto in tema di difesa dell’ambiente, definendo Apple come una di quelle aziende che «lotta contro i cambiamenti climatici» ma ricordando che questa sfida va affrontata «assieme, come comunità di nazioni» essendo «i nostri destini interconnessi» e ponendo l’attenzione sul fatto che il clima dovrebbe essere «nell’agenda di ogni azienda» quale responsabilità di ogni amministratore. A Cupertino - ha continuato Tim Cook - «abbiamo raggiunto l'87 per cento di utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel mondo, il nostro obbiettivo è arrivare al 100 per cento. Non è possibile cambiare il mondo se si modifica solo se stessi. Stiamo quindi investendo con i nostri fornitori, in Cina ad esempio. Vogliamo inoltre sviluppare nuovi materiali che siano sani dal punto di vista ambientale per i nostri prodotti»Sul tema dei diritti Cook ha poi aggiunto: «Mantenere i nostri valori significa anche garantire i diritti contro le discriminazioni. Noi alla Apple accogliamo tutti, a prescindere dal colore della pelle, del credo religioso o da chi si ama. La Apple è aperta a tutti e lo sarà sempre».

 

Italy Apple Cook

 

Ovviamente non poteva mancare la chiusura ad effetto nella quale Cook si è augurato che «gli studenti mantengano il loro idealismo» e li ha invitati a spingere più in là i loro orizzonti sfruttando il fatto di essere «cittadini del mondo, con un voce che può attraversare i continenti», voce che secondo il CEO di Apple deve essere usata «parlate a voce alta: siete la generazione che è più connessa al mondo di sempre». Il discorso è terminato con una sorta di profezia mascherata da invito: «Diffondere i vostri valori nel vostro lavoro, impegnandovi in aziende che hanno a cuore il bene pubblico» perché solo così «lascerete un mondo migliore di quello che avete trovato. Avete davanti un'opportunità incredibile che definirei quasi un obbligo cogliere: ovvero fare qualcosa che possa seguire un proposito nobile. Qualcosa che potrà essere fatto con il vostro lavoro».

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