Il ricordo

Viveva da tempo a Parigi Flavio Leoni, il 34enne ucciso da un automobilista ubriaco a Treviglio

Lavorava per la Caisse des Dépôts, ma tornava spesso nella Bergamasca. Il conducente dell’Alfa Giulia aveva un tasso alcolemico di 3,2 g/l (il limite alla guida è fissato a 0,5)

Viveva da tempo a Parigi Flavio Leoni, il 34enne ucciso da un automobilista ubriaco a Treviglio

Viveva da tempo all’estero, a Parigi, dove ricopriva il ruolo di “Responsabile comunicazione, formazione professionale e competenze” per uno dei principali istituti finanziari pubblici francesi, la Caisse des Dépôts, Flavio Leoni. Aveva trovato il lavoro da qualche tempo, forte della su laurea con lode ottenuta all’Università degli Studi di Bergamo nel 2016, in Scienze politiche e governo, con un master in Diritti umani ed etica della cooperazione internazionale. Tornava spesso nella Bergamasca, a Ranica, Roncobello e a Treviglio, dove vive parte della sua famiglia.

La passione per il ciclismo

Il ciclismo è sempre stato una passione di famiglia. Proprio per questo ieri con papà Mauro, 65 anni, e zio Amanzio, 69, stava facendo una pedalata passando su una strada secondaria e poco trafficata. La famiglia è conosciuta a Treviglio: ha gestito per anni un’attività commerciale in centro. Nonno Mario era uno storico fotografo della città: è scomparso due anni fa.

L’incidente

Il fato avverso si è abbattuto sulla famiglia Leoni nelle vesti di un automobilista di 48 anni ubriaco già alle 10 del mattino: alla guida di un’Alfa Giulia, aveva un tasso alcolemico di 3,2 g/l, quando il massimo consentito è 0,5 g/l. Non stupisce che in prossimità di una curva, dopo aver effettuato un sorpasso non consentito, abbia perso il controllo del mezzo, finendo contro il guardrail dalla parte opposta e poi scivolando in controsterzo, a tutta velocità, contro i malcapitati ciclisti, falciandoli. Flavio muore poche ore dopo l’arrivo in ospedale; Amanzio lotta tuttora tra la vita e la morte; Mauro, residente a Ranica, è ancora ricoverato.