L’incognita della vigilia era l’affluenza. E invece la Bergamasca ha risposto con numeri solidi, tra i più alti del Paese. Nella giornata di domenica 22 marzo, la prima di apertura dei seggi per il referendum costituzionale sulla giustizia, ha votato il 52,6% degli aventi diritto: oltre 420mila persone su più di 846mila elettori distribuiti in 983 sezioni.
Città al 56,9%
In città il dato è ancora più alto, con un’affluenza che ha raggiunto il 56,9%. A livello provinciale il picco si registra a Oltressenda Alta, dove ha votato il 63,63% degli elettori. Il referendum non prevede quorum, quindi il risultato sarà valido indipendentemente dalla partecipazione complessiva. Ma i dati della Bergamasca restano significativi, perché superiori sia alla media lombarda sia a quella nazionale. Alle 23 di domenica, alla chiusura dei seggi dopo 16 ore di voto, in Lombardia aveva votato il 51,8% degli elettori (con Monza e Brianza al 53,29%), mentre il dato nazionale si fermava al 46%, ancora parziale.
Numeri alti anche in prospettiva storica. Secondo gli archivi, si tratta di una delle affluenze più elevate per referendum del terzo millennio svolti su due giorni. Un risultato a cui ha contribuito in modo rilevante anche Bergamo.
Si vota anche oggi
Si vota anche oggi, lunedì 23 marzo, dalle 7 alle 15, per completare le operazioni. Il dato sull’affluenza offre anche una prima indicazione politica sul referendum. Alle 19 di domenica, a livello nazionale, aveva votato il 38,9% degli elettori: quasi dieci punti in più rispetto al 29,7% registrato nel 2020 per il referendum sul taglio dei parlamentari, anch’esso costituzionale e distribuito su due giorni.
Il confronto con il passato
Il confronto con altri referendum costituzionali conferma la particolarità di questi numeri. Nel 2001, per la riforma del Titolo V, alle 19 aveva votato il 23,9% degli elettori; nel 2006, per la devolution, il 22,4%. Nel 2016, per la riforma Renzi, votazione in un solo giorno, l’affluenza alle 19 era stata del 57,24%.