Incomprensioni

Case Aler sfitte ai richiedenti asilo, è bufera. L'assessore Franco: «Non è vero, mi hanno frainteso»

A scatenare la polemica una lettera inviata dal prefetto di Monza ai sindaci, ma l'esponente del Pirellone sostiene di non aver detto quelle cose

Case Aler sfitte ai richiedenti asilo, è bufera. L'assessore Franco: «Non è vero, mi hanno frainteso»
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È diventato un caso la lettera che il prefetto di Monza, Patrizia Palmisani, ha scritto ieri (mercoledì 5 luglio) ai sindaci della provincia, chiedendo la loro la disponibilità a concedere le case sfitte Aler ai richiedenti asilo. Secondo quanto riportato da diverse testate, tra cui anche Il Giorno, a dare il via libera a questo "progetto pilota" sarebbe stata nientemeno che Regione Lombardia, tramite l'assessore alla Casa e all'Housing sociale, il bergamasco Paolo Franco, di Fratelli d'Italia.

Il problema sta nel fatto che, oltre all'insurrezione di diversi primi cittadini del territorio, a inalberarsi con l'esponente bergamasco della Giunta è stato anche un ampio frangente della Lega. Franco, da parte sua, nella giornata di oggi ha diffuso una nota in cui ha però dichiarato di non aver mai dato il permesso per un'operazione del genere e che, probabilmente, la lettera della Prefettura è nata da un fraintendimento delle sue parole. A tal proposito, ha reso noto di averne inviata un'altra sua di chiarimento a Palmisani e tutti i suoi omologhi lombardi. Lettera che, dalla Prefettura di Bergamo spiegano essere stata «preannunciata ma non ancora arrivata».

La lettera inviata dalla prefettura di Monza ai sindaci

Le proteste della Lega

«Desta davvero molte perplessità la posizione dell'assessore, che vorrebbe dare le case sfitte ai richiedenti asilo - ha dichiarato il vicesegretario del Carroccio, Andrea Crippa -. Di certo questa non è la posizione della Lega. Esistono graduatorie da anni, con regole precise. Per noi i lombardi e gli italiani hanno e avranno sempre la priorità». La sua non è stata l'unica affermazione dal partito: «Non riteniamo che la posizione che oggi emerge dalla stampa di Paolo Franco sia una posizione condivisa con la giunta o la maggioranza - ha detto il capogruppo al Pirellone Alessandro Corbetta -. Sicuramente non è condivisa con la Lega. Crediamo piuttosto sia una leggerezza e invitiamo l'assessore a tornare sui propri passi».

Alzate di scudi contro la notizia diffusasi in mattinata sono arrivate anche dal coordinatore lombardo della Lega Fabrizio Cecchetti,  «nessuna casa sfitta a chi arriva con percorsi illegali» così come dal capogruppo a Palazzo Marino Alessandro Verri, «Sono stupito, invito a non prestare il fianco alla sinistra».

Franco: «Deve esserci stato un fraintendimento»

Franco, dopo le critiche e le contestazioni di alcuni sindaci, ha risposto negando di aver dato il permesso per concedere gli alloggi popolari sfitti ai richiedenti asilo, spiegando di non essere stato capito: «Con il Prefetto di Monza deve esserci stato un fraintendimento - ha detto l'assessore -, nonostante la lettera di spiegazioni che le avevo inviato proprio sul tema delle case Aler ai migranti. Può capitare, ma ho comunque provveduto a mandare una nuova comunicazione ai Prefetti lombardi sulla chiara posizione di Regione Lombardia in merito a questo tema».

Posizione che, in sintesi, si può riassumere così: come spiegato il 12 maggio in un incontro tra i responsabili della Giunta, i prefetti e il commissario all'emergenza migranti Valerio Valenti, non c'è alcuna possibilità per legge di accogliere, in via eccezionale, i richiedenti asilo nelle case Aler. «Mi sembra una indicazione molto chiara, in forma di cortesia istituzionale, che non può essere fraintesa - ha ribadito l'esponente di Fratelli d'Italia -. Oltretutto arriva dopo una serie di incontri, durante i quali siamo stati molto decisi». Ma, evidentemente, «qualcuno non ha capito il senso di quanto detto».

Una versione condivisa anche da Regione e dall'assessore alla Sicurezza Romano La Russa, che aveva partecipato con lui al confronto di qualche mese fa: «La nostra priorità - ha affermato La Russa - è dare riscontro alle famiglie lombarde in attesa di un alloggio popolare».

Il commento del Pd

Dall'opposizione non hanno mancato di commentare la vicenda: «L'apertura dell'assessore Paolo Franco - ha dichiarato il consigliere regionale del Pd, anch'egli bergamasco, Davide Casati -, oltre ad aver generato un terremoto politico all'interno del centrodestra, rischia di provocare tensioni sociali inutili, scatenando la reazione dei tanti cittadini bisognosi che da anni attendono l'assegnazione di un alloggio».

Il consigliere, che è anche segretario bergamasco del partito, ha giudicato singolare l'azione di togliere gli appartamenti dalle assegnazioni alle famiglie bisognose, per darli ai richiedenti asilo: «Se la situazione non fosse così delicata - ha continuato - verrebbe da sorridere, pensando che è proprio il centrodestra a proporre questa soluzione: da questo caos emerge che in Lombardia alloggi Aler sfitti ce ne sono, e sono anche pronti a essere abitati. Chiediamo alla Regione di spiegare come verranno rese disponibili alla collettività le migliaia di case vuote».

Per l'esponente dem, in ogni caso, darle agli immigrati è una strada inadeguata, alla quale va preferita l'accoglienza diffusa.

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