La polemica

Che rincaro per la tassa rifiuti: aumento medio del 28%! È scontro aperto a Dalmine

Un segno più importante, ma la maggioranza punta sullo sconto per la domiciliazione bancaria. Pesano i costi della nuova gestione

Che rincaro per la tassa rifiuti: aumento medio del 28%! È scontro aperto a Dalmine

Si accende il dibattito politico intorno alla tassa sui rifiuti a Dalmine. Al centro della polemica, sollevata dalle opposizioni consiliari, ci sarebbe il sensibile aumento del costo complessivo del servizio legato al nuovo Piano economico finanziario (Pef).

La questione si gioca su due livelli distinti: mentre Pd e Nostra Dalmine si concentrano su quanto si pagherà in più, la maggioranza risponde spiegando il perché di tali costi, puntando sullo sconto del 10 per cento per chi sceglie la domiciliazione bancaria per mitigare l’impatto fiscale.

La minoranza ha presentato un’analisi tecnica convergente, prendendo atto della cornice normativa Arera ma evidenziando l’incremento della spesa. Renato Mora, capogruppo del Pd Dalmine, apre con una riflessione sul contesto economico: «Ormai tutte e tutti noi sappiamo bene che il costo della vita è decisamente aumentato rispetto a qualche anno fa, mentre stipendi e pensioni restano fermi».

«In questo contesto – continua – il governo nazionale nei suoi tre anni di mandato ha fatto poco per sostenere davvero il potere d’acquisto delle persone e contrastare il carovita. Come se non bastasse, adesso arriva anche l’aumento della Tari a Dalmine: un rincaro medio del 28 per cento che colpisce famiglie, anziani, lavoratrici e lavoratori già in difficoltà. Ancora una volta si chiede ai cittadini di pagare di più, senza risposte chiare su come contenere i costi e migliorare i servizi».

Mora esprime dubbi anche sulle scelte strategiche a lungo termine: «Di certo non basterà lo sconto del 10 per cento per chi attiverà la domiciliazione (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 14 maggio, o in edizione digitale QUI