«Nel mondo di oggi non esiste l’estremismo, esiste semplicemente la buona politica al servizio dei cittadini». Così Mirco Rossi torna a parlare dopo mesi di silenzio e lo fa partendo dalla posizione della Procura di Bergamo sulla dichiarazione di antifascismo richiesta dal Comune di Dalmine a Forza Nuova per poter installare un banchetto.
Una presa di posizione che l’ex consigliere comunale della Lega interpreta come una conferma della propria idea di politica, dopo essere stato a sua volta travolto dalle polemiche per il commento «Viva Dux» e aver lasciato il Consiglio comunale lo scorso febbraio.
«La valutazione della Procura non fa altro che confermare questa impostazione – sostiene Rossi –. Bisogna guardare avanti e mai indietro, altrimenti ci leghiamo a ideologie inutili dimenticandoci quelli che sono i reali bisogni della società».
Il caso che oggi torna al centro dell’attenzione risale al 17 ottobre 2024, quando il Comune di Dalmine negò a Forza Nuova l’autorizzazione a installare un banchetto in piazza. Tra le carenze contestate nella documentazione c’era la mancata dichiarazione di rispetto dei valori antifascisti, richiesta dall’amministrazione richiamandosi ai principi della Carta costituzionale.
Il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, attraverso il legale Pablo De Luca, aveva presentato un esposto contro il comandante della Polizia locale (…)