La richiesta

Fine dell'emergenza Covid, Ribolla (Lega): «Il Comune riapra il parco Caprotti»

Il consigliere comunale chiede che Palazzo Frizzoni amplia gli orari di apertura al pubblico dell'area verde, in settimana riservata agli alunni della scuola di via Pradello

Fine dell'emergenza Covid, Ribolla (Lega): «Il Comune riapra il parco Caprotti»
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Lo stato di emergenza legato al Covid è scaduto da più di due settimane. Inoltre, si avvicina la bella stagione, le giornate si stanno allungando e i genitori devono avere la possibilità di accompagnare i propri figli al parco. Anche al parco Caprotti, per il quale sarebbe opportuno che il Comune ampliasse gli orari di apertura al pubblico.

L’appello a Palazzo Frizzoni arriva, per l’ennesima volta, dal consigliere comunale della Lega Alberto Ribolla, che da ottobre dell’anno scorso si è fatto portavoce delle lamentele espresse da oltre cento residenti, infastiditi dal non poter accedere all’area verde.

Il parco Caprotti, infatti, alla ripresa dell’attività didattica dopo lo scoppio dell’emergenza Covid era stato riservato alla ricreazione e allo svolgimento delle attività agli alunni iscritti al plesso scolastico di via Pradello. Una scelta presa dal Comune per evitare che si venissero a creare situazioni di promiscuità con i frequentatori del giardino, visto che già da tempo la scuola lo usava per l’intervallo.

A fine ottobre del 2021 (e dopo svariate sollecitazioni degli abitanti della zona e di Ribolla) si era raggiunto una sorta di compromesso: durante la settimana, cioè quando gli alunni hanno lezione, il parco Caprotti è rimasto ad uso esclusivo della scuola, mentre nei giorni festivi e durante i fine settimana è stato aperto al pubblico.

Tuttavia, alla luce della fine dello stato d’emergenza, anche questo compromesso non sarebbe più sostenibile. «Il parco Caprotti è una delle pochissime oasi di verde nel centro della città, un piccolo gioiello di natura e arte a cui tutti dovrebbero poter accedere – sottolinea Alberto Ribolla -. Ad oggi continua a rimanere chiuso in settimana, nonostante le giornate si siano allungate e lo stato di emergenza sia ormai terminato. Nel frattempo, parte del manto erboso si è rovinato o addirittura non esiste più, probabilmente perchè troppo calpestato dai pochi che ne possono usufruire in via esclusiva».

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