Menu
Cerca
La richiesta

Frana sul lago, il sindaco di Tavernola chiede lo stato d’emergenza

La comunicazione ieri, martedì 16 marzo, durante una diretta online per le restrizioni anti-covid. Piano di evacuazione per 470 persone

Frana sul lago, il sindaco di Tavernola chiede lo stato d’emergenza
Politica 17 Marzo 2021 ore 12:38

Ieri martedì 16 marzo, nel corso di una diretta Youtube per via delle restrizioni contro il coronavirus, che vietano le assemblee pubbliche in presenza, il sindaco di Tavernola Ioris Pezzotti ha comunicato ai cittadini di aver scritto al premier Draghi ed al ministro per la Transizione Ecologica per chiedere lo stato d’emergenza. Assieme a lui a spiegare la situazione l’assessore Fabio Rinaldi, il geologo Sergio Santambrogio e il responsabile della Protezione civile, sezione di Tavernola, Francesco Morzenti.

La frana in questi giorni ha rallentato la sua discesa verso il lago, ma questo non è sufficiente per poter dire che il pericolo è scampato: «se anche si fermasse, non è pensabile tornare alla normalità prima che il problema venga risolto – e per questo motivo, spiega il primo cittadino – ho chiesto che venga dichiarato lo stato di emergenza e ci vengano date risorse economiche e professionali adeguate». Sarebbero infatti necessari l’appoggio di forze dell’ordine o dell’esercito, oltre che una serie di strumentazioni per poter chiudere la strada subito in caso di disastro, protezioni per evitare che massi colpiscano persone ed abitazioni e progetti di viabilità alternativa, in caso di interruzione di quella esistente.

La Prefettura ha creato un centro operativo a Credaro, mentre il piano della Protezione civile coinvolgerebbe nell’evacuazione circa 470 persone che vivono sul Lago d’Iseo, per le quali è previsto il raggruppamento nel campo sportivo di Cambianica. I cittadini a rischio hanno già ricevuto istruzioni scritte su cosa fare in caso di pericolo e saranno avvisati dalla sirena e tramite telefoni fissi e cellulari.

Per la frana gli scenari possibili, secondo gli studiosi, sarebbero tre: uno minimo, con una quantità molto ridotta di materiale che andrebbe a finire nel lago; uno di media gravità, per cui finirebbe in acqua una discreta quantità di terra e roccia a velocità medio-alta; infine lo scenario peggiore vede un’enorme quantità di roccia finire nel lago a velocità elevata. Fortunatamente, i rilevamenti delle ultime ore sembrano confermare la tendenza al verificarsi dello scenario minimo, quello più rassicurante in quanto prevede danni ridotti.

In ogni caso anche il sindaco Pezzotti ha sottolineato l’importanza di tenere monitorata la situazione e di avere un piano valido anche per situazioni simili in futuro.

Condividi
Top news
Glocal news
Video più visti
Foto più viste
Idee & Consigli