È polemica anche a Bergamo per i manifesti affissi fuori dalle scuole da Azione studentesca, emanazione giovanile di Fratelli d’Italia, che promuovono l’indagine “La scuola è nostra”: studenti e studentesse invitati a rispondere ad alcune domande, tra cui «se la tua classe andrà in gita quest’anno», «le condizioni strutturali della tua scuola» e se «hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni», chiedendo anche di «descrivere uno o più casi eclatanti».
Proprio quest’ultimo quesito ha acceso la polemica. «Anche a Bergamo i giovani di FdI schedano i docenti di sinistra? Intollerabile», è il commento di Sinistra Italiana Bergamo.
Piccolotti presenterà un’interrogazione parlamentare
«Anche a Bergamo – afferma Alfredo Di Sirio, segretario provinciale di Sinistra Italiana Bergamo – sono stati affissi fuori dalle scuole del capoluogo manifesti dei giovani di Fratelli d’Italia che lanciano l’indagine “La scuola è nostra” che invita gli studenti e le studentesse a “segnalare” i docenti di sinistra della scuola. Sinistra Italiana Bergamo condanna e denuncia con forza queste orribili liste di proscrizione e la pratica terrificante della delazione. L’on. Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, presenterà interrogazione parlamentare sulla vicenda affinché sia fatta chiarezza e siano presi provvedimenti».
La deputata Elisabetta Piccolotti, componente della Commissione Istruzione della Camera, ha aggiunto: «Apprendiamo che i giovani di Fratelli d’Italia cercano di schedare i docenti di sinistra per intimorirli. Il loro obiettivo è impedire la propaganda politica, che nessuno ha mai fatto in classe, ma far intendere ai docenti che di loro bisogna aver paura, perché hanno il potere di segnalare al Ministero di Valditara, in maniera del tutto arbitraria ed essendo presi in considerazione, quegli insegnanti che osano parlare in classe di temi come l’immigrazione, il cambiamento climatico o l’educazione sessuo-affettiva».
«Evidentemente – continua l’onorevole Piccolotti – sono convinti di essere dei vendicatori dell’ortodossia ideologica pensano che chi non la pensa come loro debba essere ammonito, limitato, esposto al pubblico ludibrio, sanzionato. Tutto questo è già accaduto nella storia del Paese, durante il ventennio. Il ministro Valditara spieghi ai docenti che questi ragazzi non hanno nessun potere perché nessuno al Ministero prenderà in considerazione le loro folli schedature, li fermi e impedisca l’affissione di questi manifesti».
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La replica di Fratelli d’Italia a Bergamo
A L’Eco di Bergamo Arrigo Tremaglia, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, ha spiegato: «Il questionario è stato condiviso con Azione studentesca, perché non c’è nulla di male né da nascondere. Restiamo disponibili al confronto, ma sui problemi reali della città e del Paese, non con polemiche strumentali che servono solo a coprire le mancanze di chi amministra».
Il dirigente provinciale Azione studentesca Bergamo Filippo Guarienti e il dirigente provinciale di Gioventù nazionale Marco Barcella hanno aggiunto: «L’iniziativa non prevede alcuna schedatura di docenti né la raccolta di nomi. Parlare di “liste di proscrizione” significa dire una falsità e travisare il contenuto reale dell’iniziativa».