Primo obiettivo, fare presto. Molto presto. Forse già questo fine settimana. Perché il ritardo accumulato è parecchio e l’incertezza logora. Sono giorni di forte tensione nel Partito Democratico. L’ufficializzazione della candidatura alla presidenza della Provincia di Gianfranco Gafforelli da parte del centrodestra ha sparigliato le carte, mandando in apprensione i vertici dem. Quelli che fino all’ultimo avevano contato su una frattura nella coalizione avversaria, che alla fine non c’è stata.
Anzi, nel giro di quindici giorni Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno trovato la quadra sul loro candidato e rafforzato l’unità e gli equilibri interni. Mettendo un’ipoteca sulla gara per lo scranno più alto di via Tasso e relative partecipate.
Il centrodestra si muove
Gafforelli ha già cominciato le consultazioni. La sua campagna elettorale prenderà il via il 28 gennaio prossimo. E, tanto per gradire, per l’occasione sarà affiancato del presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. Il messaggio sottinteso è palese: «Vedete, governiamo a Roma, governiamo in Regione e siamo in vantaggio in Provincia. Schieratevi con noi». È una sorta di invito a sindaci e amministratori perché prendano parte a uno schema politico allargato, che riguarda anche i loro territori. Rivolto a chi, al di là della casacca, ai salti nel buio preferisce “l’usato sicuro”.
Il messaggio è indirizzato a quell’area centrista del centrosinistra che non disdegnerebbe il ritorno alla moderazione, dopo le turbolente vicende dei mesi scorsi. Gafforelli d’altronde è una figura di mediazione dalla lunga esperienza amministrativa. È già stato presidente della Provincia dall’ottobre 2018 all’ottobre 2021, sostenuto da una maggioranza che comprendeva anche il Pd. E lo scorso anno con Forza Italia è diventato sindaco di Romano di Lombardia, uno dei paesi più centristi e moderati della Bergamasca, di forti tradizioni democristiane.
Ebbene, il suo profilo avrebbe già cominciato a raccogliere consensi, anche fuori dal centrodestra (…)