La polemica

L’onda lunga del caso Mirco Rossi a Dalmine, il Pd locale sbotta: «Basta vittimismo»

Il centrosinistra respinge le accuse di "campagna d'odio": le dimissioni sono l'esito di una condotta politica incompatibile con le istituzioni, non di un attacco personale

L’onda lunga del caso Mirco Rossi a Dalmine, il Pd locale sbotta: «Basta vittimismo»

«Stop alle ricostruzioni strumentali». Con queste parole il Pd Dalmine ha espresso il proprio disappunto all’indomani delle dimissioni del consigliere Mirco Rossi, rassegnate durante il Consiglio comunale dell’11 febbraio.

L’ex esponente della maggioranza era finito al centro delle polemiche per un post su Facebook che inneggiava al duce, pubblicato sotto la notizia dell’aggressione a un lavoratore del trasporto pubblico. E mentre Guglielmo Pellegrini (Lega) è pronto a prendere il posto di Rossi, tra le fila del centrosinistra non si placano le polemiche.

A far arrabbiare la minoranza sono state le modalità con cui Mirco Rossi ha annunciato il suo passo indietro: il consigliere ha infatti precisato di dimettersi non perché richiesto, ma per stanchezza del «circo mediatico», dichiarandosi antifascista e sostenendo che il suo riferimento social fosse legato esclusivamente alle forze dell’ordine.

La citazione «Viva dux» derivava, a suo dire, dalla concitazione del momento, avendo prestato servizio per quarant’anni a fianco della polizia.

A difesa di Rossi era intervenuto anche il sindaco Francesco Bramani che, durante la seduta, aveva lamentato (…)

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