Politica
Le reazioni

Mancata estradizione di Narciso Manenti, Gori e Belotti d'accordo: come può accadere in Ue?

Sia il sindaco che il deputato leghista (che era a Parigi) hanno mostrato sconcerto per la decisione della corte francese

Politica Bergamo, 29 Giugno 2022 ore 18:32

Sta facendo discutere la sentenza della Corte d’Appello di Parigi che nella mattinata di oggi, mercoledì 29 giugno, dopo diversi rinvii, ha negato l’estradizione richiesta dall’Italia per dieci ex terroristi degli Anni di Piombo, tra i quali c’era anche Narciso Manenti, 63 anni e originario di Telgate, condannato nel nostro Paese all’ergastolo per aver ucciso il 13 marzo del 1979 in Città Alta il carabiniere Giuseppe Gurrieri.

Il verdetto negativo ha suscitato lo sconcerto e l’indignazione di vari esponenti della politica bergamasca. «Ennesimo no francese all’estradizione di dieci (ex) terroristi italiani – ha commentato il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori -. Tra questi Narciso Manenti, che nel 1979 uccise a Bergamo il carabiniere Giuseppe Gurrieri. Condannato all’ergastolo, Manenti vive libero in Francia da oltre quarant’anni. Come può accadere tra Paesi dell’Ue?».

Un grido di protesta è arrivato anche dal deputato leghista Daniele Belotti, che si trovava proprio a Parigi, in tribunale, per seguire l’udienza insieme al vicesindaco di Telgate Cristian Bertoli e a Roberto Frambrosi e Michele Taddei, presidente e vicepresidente dell’Associazione Carabinieri di Bergamo, intitolata a Giuseppe Gurrieri. «Proteggere chi uccide è una vergogna. La Francia dopo 40 anni continua a proteggere e coccolare i terroristi rossi che hanno compiuto omicidi efferati. Trovo incredibile che nell'Unione europea ci sia una nazione che difende assassini a piede libero, umiliando i familiari delle vittime e tutti gli italiani che aspettano giustizia da decenni», ha dichiarato l’esponente del Carroccio.

«Chiediamo al ministro Cartabia e al Governo di assumere una forte presa di posizione con le istituzioni francesi. Vedere assassini condannati in ultimo grado esultare, dopo la lettura della sentenza che non permette la loro estradizione, è una scena che non auguro a nessuno», ha concluso Belotti.

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