“Io sono dalla parte degli allevatori e in particolare di quelli bergamaschi penalizzati dai problemi che affliggono la filiera lattiero-casearia. Per questo ho recentemente presentato, a mia prima firma, una mozione votata in consiglio regionale per tutelare questo settore strategico, chiedendo alla nostra Regione di interagire con il Governo e il Ministero dell’Agricoltura per monitorare il prezzo delle quote latte”. Queste le parole del consigliere regionale Ivan Rota di Forza Italia e membro della Commissione Agricoltura.
Rota: “Dalla parte degli allevatori bergamaschi”
“Le aziende bergamasche che allevano bovini da latte sono 710, con una produzione annua di 473.00 tonnellate. Bergamo è l’unica provincia italiana ed europea con ben 9 formaggi Dop prodotti grazie al suo latte (Bitto, Formai de Mut, Grana Padano, Gorgonzola, Taleggio, Provolone Valpadana, Quartirolo Lombardo, Strachitunt, Salva Cremasco) – ha aggiunto Rota -. Purtroppo, a causa dei conflitti internazionali, gli agricoltori devono fare i conti con un aumento dei costi di 200 euro per ettaro, secondo le stime del Centro Studi Divulga. Complessivamente, questo primo mese di guerra in medio oriente ha fatto lievitare i costi della coltivazione del mais lombardo, nutrimento per gli animali, di 60 milioni di euro, a causa dell’impennata dei prezzi dei principali fattori di produzione, dal gasolio ai fertilizzanti. In parallelo, secondo Coldiretti, produrre oggi una tonnellata di latte, costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima dell’inizio dei disordini in Medio Oriente”.
Lo scorso 27 marzo, al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e Foreste, il Governo, le organizzazioni rappresentative del settore zootecnico e le associazioni rappresentative dell’industria casearia hanno siglato il rinnovo dell’intesa sottoscritta a dicembre: per l’Italia settentrionale, il nuovo punto di accordo, per i prossimi tre mesi, prevede un prezzo medio di 47 centesimi/litro – più qualità e Iva -, nonché garanzie di ritiro delle disdette e pagamento dell’eccedenza del latte conferito nel mese rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente, al prezzo del latte spot.
“Questo è sicuramente un buon punto di partenza, ma dobbiamo e possiamo fare di più – ha sottolineato Rota – per questo, con la mia mozione firmata da tutti i colleghi di Forza Italia, chiediamo alla Regione di: monitorare che l’accordo sottoscritto al Ministero venga correttamente attuato, che si faccia promotrice attraverso il Governo di ulteriori tutele di questo settore e, dove possibile, attuare adeguati sgravi fiscali per i produttori di latte”.