Verso il voto

Schiaffone al presidente uscente Gandolfi: il centrodestra restituisce le deleghe in Provincia di Bergamo

In Consiglio provinciale, i rappresentanti di Lega e Forza Italia hanno strappato ufficialmente. Motivo: la sede unica per le elezioni a Bergamo

Schiaffone al presidente uscente Gandolfi: il centrodestra restituisce le deleghe in Provincia di Bergamo

Un gesto simbolico, ma politicamente pesantissimo. Giovedì (19 febbraio), durante il Consiglio provinciale, Lega e Forza Italia hanno restituito le loro deleghe (gli assessorati) al presidente della Provincia di Bergamo.

Una presa di distanza inequivocabile nei confronti di Pasquale Gandolfi. Che suona più o meno così: «Vai avanti tu, col tuo Pd, perché noi non condividiamo più il tuo operato».

Addio larghe intese, dunque. A provocare lo strappo definitivo, la scelta di Gandolfi di non concedere il voto diffuso alle prossime elezioni provinciali del 15 marzo. Nel suo decreto, il presidente uscente – ricandidato dal Pd – ha infatti stabilito che si voterà in un’unica sede: la Cittadella dello sport di Bergamo. Per giunta, con orario ridotto. Il che costringe gli amministratori, specie quelli più distanti, a raggiungere il capoluogo, col rischio di rinunce.

Una decisione «tecnica» ha tenuto a sottolineare Gandolfi, in una lettera ai consiglieri. «Chiaramente politica», invece, secondo il centrodestra. Perché l’affluenza, di fatto, è determinante per l’esito del voto.

«Mi meraviglia che il presidente, che è anche sindaco, abbia deciso di rendere difficoltosa la partecipazione al voto a sindaci e amministratori che vengono dalle valli e dalle zone più lontane della Bergamasca. Ha mancato loro di rispetto, con buona pace della Provincia dei Comuni», tuona il segretario provinciale della Lega, Fabrizio Sala. «Per questo abbiamo rimesso le deleghe».

Sulla stessa lunghezza d’onda Forza Italia. «La nostra non è un’azione, bensì una reazione – fanno sapere gli azzurri -. Davanti a un presidente che sveste i panni della figura di garanzia, per mettersi quelli del candidato, non potevamo fare altro».

Altrettanto decisa la posizione di Fratelli d’Italia, che peraltro non era in maggioranza. L’assessore regionale Paolo Franco, a cui afferiscono gran parte dei sindaci meloniani della Bergamasca, ha usato parole nette: «Altro che partecipazione democratica (…)

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