Traguardo straordinario

La Sagrada Familia ora è anche un po’ bergamasca, grazie ad Andrea Mastrovito

L'ultima torre della celebre basilica ha accolto un'opera firmata dall'artista

La Sagrada Familia ora è anche un po’ bergamasca, grazie ad Andrea Mastrovito

Nella serata di mercoledì 10 giugno, a 100 anni dalla morte di Antoni Gaudì, Papa Leone XIV ha benedetto la torre più alta della Sagrada Familia di Barcellona, Spagna. Tra i protagonisti di questo evento storico anche Andrea Mastrovito, artista di Bergamo classe 1978, che ha recentemente contribuito a completare l’ultima torre della basilica.

La cerimonia inaugurale

L’evento di ieri è terminato con uno spettacolare gioco di luci e suoni, mentre il pontefice celebrava una messa di circa 90 minuti, accompagnato da un coro di 500 adulti e 100 bambini. Durante l’omelia, Leone XIV ha affrontato il tema dell’attualità, affermando che è impossibile «credere in Gesù e promuovere la guerra». Al termine della funzione, il Santo Padre ha benedetto la Torre di Gesù, dando il via a una celebrazione caratterizzata da cori, musica, droni e fuochi d’artificio.

L’Agnello di Dio: un’opera bergamasca

L’Agnello di Dio di Andrea Mastrovito

In cima alla guglia più alta della Sagrada Familia è stata collocata “L’Agnello di Dio”, una scultura realizzata da Mastrovito.

Come riportato da La Repubblica, il maestro catalano aveva lasciato indicazioni precise: la statua doveva essere creata da un artista del futuro. Andrea, con il suo orgoglioso sangue bergamasco, ha dimostrato di essere all’altezza di questa sfida. Appassionato di arte e cultura, ha dichiarato: «È un privilegio grandissimo e sono davvero fortunato. È un po’ come mettere la ciliegina sulla torta».

La creazione della struttura

Andrea Mastrovito mostra la sua opera

L’opera di Mastrovito è stata realizzata in collaborazione con lo Studio Reduzzi di Bergamo, utilizzando vetro, oro e luce. L’agnello, in vetro soffiato di Murano, è ricoperto da migliaia di frammenti di vecchi bicchieri e sospeso all’interno di una raggiera a forma di semi-iperboloide.

Sui 24 raggi, tubi rivestiti di foglie d’oro, sono presenti citazioni del Nuovo Testamento illuminate da Led. La scultura riporta in greco onciale il versetto del Vangelo di Giovanni (GV. 1.29): «Ecco l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo».

Un messaggio di speranza

Il senso dell’opera è che l’agnello rappresenta il punto d’incontro tra l’uomo e Dio, incarnando l’ascesa verso il Padre, mentre la figura del sacrificio volge lo sguardo verso il basso, simboleggiando l’amore di Cristo per l’umanità e fungendo da faro di speranza.

L’idea per l’opera è nata circa due anni fa, in un momento di caos familiare. Mastrovito ha trovato ispirazione mentre guardava una partita di calcio e rifletteva sull’opera di Gaudì e su testi di astrofisica. Il progetto è stato scelto per la sua armonia con la Sagrada Familia e il linguaggio di Gaudi, rielaborato in chiave moderna.

Il legame con Bergamo e la passione per la Dea

Mastrovito ha già realizzato diverse opere sacre, tra cui quelle per l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La sua carriera lo ha portato anche a New York, dove ha lavorato per musei e gallerie. Tuttavia, il suo cuore rimane legato a Bergamo, città che continua a ispirarlo. Andrea è anche un grande tifoso dell’Atalanta, e ha dichiarato: «Non posso vivere senza andare in trasferta». La sua passione per il calcio si intreccia con la sua carriera artistica, creando un equilibrio tra arte e sport.