La nostra iniziativa

“Coltiviamo 2026” ai saluti: natura e scuole protagoniste

Quattordici puntate e oltre 4.000 studenti coinvolti nel progetto «green» firmato da OPS Media e Netweek

“Coltiviamo 2026” ai saluti: natura e scuole protagoniste

Si è conclusa con successo l’edizione 2026 di Coltiviamo – Vivere sostenibile. Il progetto editoriale firmato OPS Media e Telecity Netweek, si è articolato in quattordici puntate su carta, web e tv con uno scopo dichiarato: pubblicizzare la natura.

«Ci abbiamo provato – afferma Daniele Vanoli, direttore artistico dell’iniziativa –. Se ci siamo riusciti, ne siamo contenti».

Coltiviamo – Vivere sostenibile: la natura prima di tutto

La natura è stata il filo conduttore unico attorno al quale si è concentrata ogni puntata.

«Dalla rucola al girasole, dalle modalità per organizzare un orto in terrazzo agli animali utili per difendere le colture, ogni settimana abbiamo cercato di offrire al pubblico spunti e consigli utili per sviluppare il pollice verde. Determinanti gli interventi dei nostri agronomi, i consigli del Consorzio Agrario Lombardo, i laboratori organizzati presso il parco divertimenti Leolandia e nelle scuole, nonché le pillole di sostenibilità firmate da Technoprobe, in molti casi in collaborazione con Legambiente».

Un ringraziamento particolare va alla giornalista Silvia Valenti, a Simone Barbato — mimo di Zelig che ha interpretato i quattordici sketch, ciascuno dedicato a un ortaggio, del Folletto Naturello — e al videomaker Oscar Francioso:

«Con la loro competenza ed estro artistico hanno contribuito alla buona riuscita di ogni puntata sul piccolo schermo».

Simone Barbato (il mimo di Zelig), nei panni del Folletto Naturello

Collaborazione con oltre 200 scuole

Anche la collaborazione con oltre 200 scuole ha dato ottimi frutti:

«Permettetemi di ringraziare gli istituti che hanno aderito a questa edizione. Impossibile citarli tutti, ma siamo felici di aver condiviso molto del nostro tempo con loro, in particolare durante i laboratori che abbiamo organizzato nelle diverse sedi.

Vedere i bambini mettere le mani nella terra, spiegare loro come funzionano la semina e l’invasamento, condividere le motivazioni per cui è importante rispettare l’ambiente e la natura per se stessi e per il futuro non solo nostro, ma del pianeta, è stato un piacere. Stefano Boffi e Francesco Rigamonti, i due agronomi che hanno guidato “Coltiviamo – Vivere sostenibile” puntata dopo puntata, oltre a Dario Nurri, l’animatore e agronomo che ha tenuto diversi laboratori nelle scuole aderenti, sono stati cardini di un’impostazione che ci ha permesso di raccogliere grandi consensi.

A rendere ancora più interessante ogni puntata ci hanno pensato, inoltre, le proposte culinarie e i consigli del ristorante La Bergamina di Arcore (MB) e dell’agriturismo Monsereno Horses di Imbersago (LC)».

Coltiviamo prosegue sui social

Infine l’invito di Simone Merlini, social media manager di Coltiviamo:

«Seguiteci su Instagram, Facebook e TikTok cercando @Coltiviamo.tv. Continueremo a darvi consigli green utili ed inediti anche nei prossimi mesi. Perché l’edizione 2026 è terminata, ma Coltiviamo, sui social, non chiude mai!”

Numeri da record per l’iniziativa

Il progetto editoriale multipiattaforma firmato OPS Media e Telecity Netweek ha debuttato il 22 marzo e si è concluso il 21 giugno 2026.

Quattordici puntate distribuite su carta, web e televisione hanno intrecciato divulgazione agronomica, educazione ambientale e leggerezza televisiva attorno a un unico filo conduttore: la natura come pratica quotidiana.

Grazie al progetto è stato possibile distribuire consigli per la corretta coltivazione nell’ordine di: rucola, cipolla, lattuga, rosmarino, zucchina, fragola, pomodoro, melanzana, peperoncino, cetriolo, ortensia, limone, piselli, fave e girasole.

Se vi siete persi qualcosa o desiderate informazioni accurate su frutti e ortaggi citati, cercate Coltiviamo + il nome dell’ortaggio + opsmedia online e troverete tutte le indicazioni date dagli agronomi dell’Istituto Agrario San Vincenzo di Erba nelle scorse settimane.

L’impianto del progetto ha poggiato su numeri rilevanti.

Duecento scuole lombarde hanno aderito al percorso ricevendo gli appositi green kit, più di quattro mila i bambini che hanno partecipato a giornate laboratoriali in presenza sia a scuola sia presso il parco divertimenti Leolandia: mani nella terra, semina, invasamento, la spiegazione concreta di perché rispettare l’ambiente non sia uno slogan ma una necessità per il futuro.

Sul fronte contenuti, quattordici pillole di sostenibilità a cura di Technoprobe — cinque delle quali realizzate insieme a Legambiente Lombardia — hanno affiancato la narrazione televisiva.
La distribuzione digitale ha generato oltre 250mila visualizzazioni cumulate sui canali social ufficiali dove, oltre ai post, protagonista è stato il Folletto Naturello (Simone Barbato).

Qui, tra una pinsa croccante e un cocktail creativo, il servizio professionale è garantito da uno staff inclusivo composto da persone con e senza disabilità.

Alzare l’asticella

L’anima del progetto è Massimo Villa, titolare dell’Agriturismo Monsereno Horses e presidente dell’ETS, la cui filosofia rifugge ogni forma di puro assistenzialismo per puntare su competenze reali e spendibili.

«No Limits Bistrot nasce per creare diverse progettualità in ambito sociale, basate su formule miste», spiega, sottolineando come l’obiettivo sia l’integrazione totale dei ragazzi nel tessuto quotidiano attraverso una rete aperta al pubblico.

Nel suggestivo scenario naturalistico del Monsereno Horses di Imbersago, esiste un luogo dove l’eccellenza gastronomica e l’impegno sociale si fondono in un’unica, straordinaria esperienza.

È il No Limits Bistrot, il fiore all’occhiello dell’omonimo Ente del Terzo Settore (ETS), una realtà che ha saputo trasformare il concetto di ristorazione in un potente strumento di crescita e riscatto sociale.

«Il nostro progetto è finalizzato ad accrescere competenze e qualità dei giovani, sviluppando il più possibile le loro potenzialità e spostando sempre l’asticella di ciascuno verso l’alto».

A scuola di vita

Il bistrot, dunque, non è solo un locale, ma un laboratorio di vita essenziale per la percezione di sé dei ragazzi.

«È proprio per questo che, ogni giorno, i miei sforzi sono orientati ad accrescere l’afflusso di persone. Rapportandosi con la clientela i ragazzi si sentono riconosciuti e apprezzati, creano relazioni e, in più, hanno la possibilità di accrescere la professionalità, sentendosi valorizzati».

La sfida è ambiziosa:

«Il sogno è quello di raggiungere un equilibrio economico di sostenibilità per mantenere attivo il progetto del bistrot e svilupparne altri».

L’ente, infatti, promuove iniziative come il progetto “Crazy Horse” per l’animazione con carrozze e trekking guidati proprio dai ragazzi disabili.

Qualità e territorio: un’offerta “a metri zero”

Ma il No Limits Bistrot non è solo solidarietà; è una meta d’eccellenza per chi cerca prodotti genuini. La proposta culinaria punta sulla qualità assoluta, con prodotti “a metri zero” provenienti dall’azienda agricola Monsereno.

Dalle pinse fragranti ai ricchi taglieri di salumi e formaggi, fino alle confetture e ai succhi di frutta prodotti artigianalmente dai ragazzi stessi attraverso la cura dell’orto e del frutteto. “Divertiamoci con gusto” è il motto che accoglie i clienti, invitandoli a scoprire piatti che non sono solo etici, ma realmente prelibati.

La testimonianza di Michela

A confermare l’efficacia del percorso è Michela Scerelli, mamma del giovane Nicolò e volontaria attiva, che descrive il bistrot come una risorsa insostituibile per le famiglie che ne fruiscono.

«Per i ragazzi è una bella palestra. In primo luogo, sono trattati da persone normali, e questo è un valore aggiunto importantissimo. Ognuno ha il suo limite, ma l’atmosfera è quella di un ambiente di lavoro vero: qui, ciascuno in base alle proprie possibilità, apprende il mestiere».

L’evoluzione di Nicolò

L’evoluzione di Nicolò è la prova tangibile del successo del metodo esperienziale applicato al Monsereno:

«Nicolò è un ragazzo che parla poco e, pertanto, deve imparare ad aprirsi e buttarsi. All’inizio è strato complicato, ma adesso porta agevolmente i vassoi con spritz, gelati e caffè… Il suo è stato un vero salto di qualità nelle abilità manuali e relazionali».

Per Nicolò, il turno del venerdì sera è diventato un appuntamento imprescindibile:

«È abbastanza gravoso, ma lui regge perché, nel tempo, ha maturato piacere nello stare in mezzo alla gente», segno di una ritrovata fiducia che lo ha aiutato a rompere il suo “guscio” di riservatezza. Michela, che presta servizio insieme ad altri volontari, conclude con un appello alla comunità:

«Io sono la mamma di Nicolò, ma insieme a me lavorano anche altri volontari. Questa del No Limits è un’esperienza che consiglierei a chi ha tempo libero. È gratificante anche per chi non vive il mondo della disabilità direttamente, ma desidera impegnarsi in modo leggero e divertente al servizio degli altri».

Sostenere il No Limits Bistrot

Contribuire al progetto No Limits Bistrot e alle altre iniziative di valore sociale dell’ETS di Imbersago è semplice: oltre a frequentare il locale per un aperitivo o un pasto, è possibile destinare all’Ente il 5×1000 (indicando il Codice Fiscale 94037400135 sulla dichiarazione dei redditi) o effettuare donazioni dirette e detraibili.

Massimo Villa di Monsereno Horses, la giornalista Silvia Valenti e il video-maker Oscar Francioso

Orari e prenotazioni
Lunedì e Giovedì: dalle ore 12:00 alle 15:00 (Pranzo)
Venerdì: dalle ore 12:00 alle 15:00 e dalle 18:30 alle 21:30 (Pranzo e Cena). Tel. 039 9921343
Mob. 366 3747303
Email info@monserenohorses.it