Valle d'Aosta

Dove natura e storia si sposano

Immersi nella natura, tra resti romani e castelli medievali, oppure lungo percorsi enogastronomici.

Dove natura e storia si sposano
27 Maggio 2020 ore 11:49

Panorami mozzafiato e prodotti unici, della cucina e dell’artigianato locale. Sport adrenalici e passeggiate nella natura. Castelli incantati e funivie modernissime che ti portano a sfiorare il cielo. La Valle d’Aosta è tutto questo e molto di più. Molte di queste bellezze si possono già ammirare, altre appena ci sarà data la possibilità. Cominciamo, come dire, a conoscerle e a “farci venire l’acquolina”!

Immersi nella natura

Zaino in spalla, scarponcini ai piedi e via! Per chi ama la natura, la Valle d’Aosta è uno scrigno da aprire: grandi parchi, riserve naturali, vette imponenti e panorami indimenticabili. Chi ama il trekking ha di fronte a sé un regno tutto da scoprire, ma molte di queste località sono raggiungibili anche in auto o con i mezzi pubblici.

Partiamo da quello che della Valle d’Aosta è un vero emblema, il Parco Nazionale del Gran Paradiso, 70.000 ettari di territorio di alta montagna, tra gli 800 metri di fondo valle e i 4.061 metri del Gran Paradiso, tra pascoli alpini, vette imponenti, specchi d’acqua incantevoli e boschi rigogliosi. È la “casa” di straordinari animali che è facile incontrare: dallo stambecco, simbolo del Parco e specie protetta fin dai tempi di re Vittorio Emanuele II che volle salvarlo dall’estinzione, alle marmotte, dai camosci fino alle meravigliose aquile reali e al gipeto.

Lago Blu e Cervino (foto Enrico Romanzi)

Da non perdere nel periodo estivo il Giardino Botanico Alpino Paradisia di Cogne, che ospita oltre mille specie vegetali, il villaggio di Pellaud, in Val di Rhêmes, che ancora oggi conserva l’architettura rurale tipica delle montagne valdostane, o la Valsavarenche con il piccolo specchio d’acqua del pianoro di Plan Borgnoz, raggiungibile dopo un’impegnativa camminata.

Ma di grande interesse naturalistico sono anche il Parco Naturale del Mont Avic, la Riserva Naturale del Mont Mars, nella parte bassa della Valle del Lys, che incanta con la presenza di laghi alpini raggiungibili con escursioni giornaliere di media difficoltà, le valli del Gran San Bernardo sono perfette per godere di panorami suggestivi e selvaggi, a cominciare dall’omonimo colle, noto per i cani San Bernardo che dal 1800 sono ufficialmente la razza allevata dai canonici dell’Ospizio del Colle, e che si fa apprezzare anche da chi lo raggiunge in moto o in bicicletta. E poi non possiamo fare a meno di pensare alle sue cime, il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Cervino che il poeta e scrittore inglese John Ruskin definì “Il più nobile scoglio d’Europa”. Infine, non perdetevi l’area di Aosta e dintorni, che non è solo storia e cultura, ma anche un territorio di grandi bellezze naturali. I laghi di Chamolé, di Arbolle o delle Laures, a monte di Pila e Brissogne, rappresentano una meta escursionistica particolarmente suggestiva. Le Riserve Naturali di Tsatelet, sulla collina di Aosta e Côte de Gargantua a Gressan, rappresentano luoghi di interesse naturalistico a due passi dalla città.

Tra resti romani e castelli medievali

Chi meglio della Valle d’Aosta può offrire un così vasto patrimonio storico, artistico ed etnografico in uno spazio tanto ristretto e, quindi, visitabile in tempi brevissimi? Ecco un altro plus di questa piccola regione che offre tracce dei romani, castelli medievali, borghi da favola e musei etnografici che permettono una full immersion nella vita rurale del passato e nelle tradizioni di montagna.

Cominciamo da Aosta, un concentrato di storia visitabile in una giornata. Il punto di partenza non si discute, l’Arco di Augusto all’entrata di Aosta. Da qui si raggiunge il noto complesso ecclesiastico di Sant’Orso dove, oltre all’imponente campanile romanico, è possibile visitare la basilica paleocristiana di San Lorenzo (V secolo d.C.) e il meraviglioso chiostro.

Poco più avanti troviamo l’imponente Porta Pretoria alla destra della quale si trova il famoso Teatro Romano. E non si può abbandonare Aosta senza aver visitato un luogo ricco di testimonianze, anche preistoriche: l’area megalitica di Saint-Martinde-Corléans, uno dei più interessanti siti archeologici in Europa con significative testimonianze di quasi cinque millenni di storia, dai momenti finali del Neolitico ai giorni nostri.

Nel resto della regione, incorniciati tra vigneti e castagneti, simboli di epoche affascinanti e icone di borghi suggestivi, troviamo numerosi castelli.

Dell’imperioso Forte di Bard si parla nel box. Dei tanti altri, citiamo almeno il più visitato e scenografico maniero medievale della regione, il castello di Fénis, un tempo appartenuto alla potente casata degli Challant, quello di Verrès, l’antica Vitricium, costruito fra il 1361 e il 1390 da Ibleto di Challant sulle rovine di un’antica fortezza, il castello di Issogne, con la celebre fontana del melograno in ferro battuto, le pitture dell’androne e del portico che riproducono scene di vita del Quattrocento, la magnifica sala baronale adorna di pitture parietali e la cappella, e il maniero di Sarre che i Savoia usavano per i soggiorni di caccia nella regione e ha una splendida sala decorata con centinaia di corna di camosci e stambecchi, trofei di caccia del re.

Terra per buongustai

Chi non ha mai sentito parlare del Lard d’Arnad o della Fontina, due tra i diversi prodotti Dop che la Valle d’Aosta può vantare? E dei suoi vini di Denominazione di origine controllata? Ben diverso, però, è poterli assaporare, ancor meglio se proprio dove vengono prodotti. Ecco perché un viaggio in questa regione può diventare anche un indimenticabile itinerario dei profumi e dei sapori.

Partiamo proprio dal “principe”, il Lard d’Arnad, dal 1996 unico lardo d’Europa a denominazione di origine protetta (DOP), un gustoso e profumato salume sottoposto a stagionatura con sale, spezie e aromi di montagna che, se abbinato alla dolcezza del miele e alla croccantezza del pane di segale, diventa una prelibatezza indimenticabile.

Magazzino Fontine di Valpelline (foto Enrico Romanzi)

Da queste parti, poi, è d’obbligo un assaggio anche della tipica motsetta prodotta dai salumifici locali, un antico salume costituito da un pezzo di carne di muscolo o di coscia essiccata e debitamente insaporita con erbe e spezie locali. Di queste parti è anche la celebre Micòoula, un pane dolce, e il salignön, una ricotta dalla consistenza cremosa e grassa, dal colorito rosato e dal sapore piccante e speziato. Per i vini citiamo almeno il Vallée d’Aoste Donnas, il primo vino valdostano ad aver ottenuto la Doc, definito “il fratello montano del Barolo”: è un vino secco e vellutato che si abbina bene alle carni di camoscio e alla selvaggina in genere, ma anche ai formaggi di lunga stagionatura. Se ci si sposta a nord di Aosta, tra la Valle del Gran San Bernardo e la Valpelline, si entra nel regno dei formaggi (e non solo), in particolare della Fontina Dop, il più famoso dei prodotti caseari valdostani. Se si è da quelle parti si consiglia di puntare su Valpelline, la località da cui ha origine la celebre Seupa à la Vapelenentse, zuppa gratinata al forno a base di pane e, appunto, fontina. Da queste parti sono grandi protagonisti anche i salumi, in particolare il Jambon de Bosses, un prosciutto crudo speziato con erbe di montagna. E con tutto questo ben di Dio, cosa bere? Visti i prodotti in questione, in questo caso si consiglia di assaporare una delle birre artigianali prodotte nei birrifici valdostani.

Chiudiamo citando altre due eccellenze valdostane: le mele, il frutto più coltivato in Valle d’Aosta, e il prelibato miele valdostano protagonista nell’ultima domenica di ottobre della Sagra di Châtillon, località che per l’occasione si trasforma nella capitale di questa dolcezza.

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