Come gestire i primi segnali di affaticamento visivo

Marco Carminati: "Tra i 40 e i 50 anni, quando si vede ancora bene ma non benissimo, gli occhiali riposavista sono una soluzione"

Come gestire i primi segnali di affaticamento visivo

Si manifesta quasi con discrezione: una percezione di luce che sembra farsi improvvisamente insufficiente o la sensazione di occhi stanchi dopo una sessione di lettura o una giornata davanti al computer.

È la pre-presbiopia, un fenomeno che interessa tipicamente la fascia d’età tra i 40 e i 50 anni e che, pur essendo comune, viene spesso sottovalutato o affrontato con soluzioni inadeguate. A fare chiarezza sul tema è Marco Carminati, titolare di Foto Ottica Carminati, punto di riferimento per il benessere visivo a Calusco d’Adda e Almenno San Bartolomeo.

Pre-presbiopia: i segnali da non ignorare

Il pre-presbite non è ancora un presbite nel senso vero del termine, ma i suoi occhi stanno iniziando a cambiare. «Si tratta di persone che continuano a vedere bene da lontano», spiega Carminati, «ma che cominciano ad avvertire un maggiore affaticamento nelle attività a distanza ravvicinata».
La condizione è riconoscibile da segnali precisi: la necessità di accendere più luci del solito per leggere, la tendenza a sfregarsi spesso gli occhi o la difficoltà a sostenere lunghi periodi di concentrazione al PC senza provare stanchezza.
«In questa fase non siamo ancora di fronte a una presbiopia conclamata – precisa l’ottico –, vediamo bene ma non benissimo. Cosa si può fare? La soluzione può suggerirla l’ottico di fiducia”.

Una fase di transizione da gestire con precisione

Per chi attraversa la pre-presbiopia, procedere per gradi è fondamentale. L’impiego di lenti progressive in questa fase risulterebbe ridondante, mentre l’uso di occhiali pre-montati di scarsa qualità è decisamente sconsigliato. I pre-presbiti sono persone dinamiche e attive che mantengono un’ottima visione da lontano; pertanto, la soluzione deve essere mirata. Per garantire una qualità visiva d’alto livello a ogni distanza, l’occhiale deve essere progettato con tecniche specifiche che ottimizzino la performance, evitando che la correzione di un lieve disagio finisca per generare altri problemi visivi.

L’occhiale “riposavista”: la soluzione ideale per ogni età

La risposta tecnica più indicata è l’occhiale riposavista: una soluzione personalizzata, perfetta per il quarantenne alle prime avvisaglie di stanchezza. «Sono gli stessi occhiali che consigliamo agli studenti universitari costretti ad affrontare lunghe sedute di studio intenso», conferma Carminati.
La tecnologia è la medesima: lenti che integrano una lieve variazione di potere nella zona inferiore per ridurre lo sforzo accomodativo da vicino, senza alterare la nitidezza da lontano. «Si tratta di variazioni minime – sottolinea l’ottico – ma sufficienti a garantire un comfort decisamente superiore». La chiave del successo risiede nella personalizzazione dell’ausilio ottico sulla base delle specifiche necessità del soggetto e nell’esecuzione di tutte le lavorazioni in grado di rendere l’utilizzo dell’occhiale confortevole.

L’importanza dell’antiriflesso: un requisito essenziale

Nella configurazione di un occhiale riposavista perfetto, per esempio, il trattamento antiriflesso non è un optional estetico, ma una componente funzionale indispensabile. Elimina i riflessi sulla superficie della lente, assicurando la massima trasparenza e prevenendo i fastidiosi bagliori ambientali che potrebbero accentuare l’affaticamento. «Perché l’occhiale risolva effettivamente i problemi visivi di chi li indossa, deve attenuare lo sforzo visivo senza introdurre nuovi disturbi», ribadisce l’esperto.

Sfatare il mito: sforzare la vista non la “consuma” ma toglie il piacere della lettura

Una persona potrebbe chiedersi se acquistare un occhiale riposa vista ben fatto sia indispensabile per salvaguardare la vista stessa… La risposta di Marco Carminati a questa domanda invita a superare un comune pregiudizio: «Contrariamente a quanto si pensi, sforzare la vista in caso di pre-presbiopia non causa un danno organico o un ‘consumo’ degli occhi. Il problema è puramente di natura pratica e legato alla qualità della vita: dover dipendere costantemente da una fonte di luce supplementare o allontanare i testi per leggere, infatti, influisce negativamente sul benessere quotidiano». Da qui l’invito a un controllo professionale: «Un semplice test visivo permette di capire se è giunto il momento di intervenire con i giusti accorgimenti».

Ogni esigenza merita una risposta su misura, soprattutto se state attraversando quella fase di mezza età in cui “vedete bene, ma non benissimo”,
Foto Ottica Carminati vi aspetta nelle sedi di Calusco d’Adda (via Vittorio Emanuele 20, tel. 035.791137) e Almenno San Bartolomeo (via Mattei 115, tel. 035.640287).