Difficoltà a salire e scendere le scale? Potrebbe essere un problema dell’anca

Difficoltà a salire e scendere le scale? Potrebbe essere un problema dell’anca

Salire e scendere le scale sono gesti quotidiani che richiedono una buona funzionalità dell’anca, del ginocchio e della muscolatura degli arti inferiori. Quando questo movimento diventa doloroso o particolarmente faticoso, è importante non sottovalutare il sintomo perchè potrebbe essere il segnale di una patologia articolare dell’anca che limita progressivamente la mobilità.

Tra le cause più frequenti vi è la coxartrosi, avanzata una malattia degenerativa dell’anca che può compromettere progressivamente la qualità della vita rendendo difficoltose le attività più semplici come camminare, alzarsi da una sedia, vestirsi e fare le scale. Tra le altre cause, ci sono l’osteonecrosi della testa femorale, alcune lesioni post-traumatiche, deformità congenite oltre a certi tipi di frattura del collo femorale.

Una valutazione ortopedica specialistica consente di individuare la causa del dolore e di scegliere il trattamento più appropriato, che nella maggior parte dei casi inizia con terapie conservative come farmaci antidolorifci e fisioterapia. Solo quando queste terapie non danno più risultati, si prende in considerazione il trattamento chirurgico con la protesi anca mininvasiva.

Difficoltà a salire e scendere le scale. Quando è il momento di approfondire

La difficoltà a salire o scendere le scale non deve essere considerata una normale conseguenza dell’invecchiamento. Quando il disturbo compare con frequenza o si associa a dolore all’inguine, rigidità mattutina, zoppia o limitazione dei movimenti, è opportuno approfondirne la causa e sottoporsi a una valutazione ortopedica.

Nelle fasi iniziali il dolore può manifestarsi soltanto durante alcuni movimenti o dopo uno sforzo, mentre con il passare del tempo può comparire anche durante la normale deambulazione o a riposo. In presenza di questi sintomi è consigliabile una valutazione ortopedica, per individuare precocemente la patologia e impostare il trattamento più appropriato che può comprendere terapie conservative come fisioterapia e terapia medica fino, quando necessario, all’intervento chirurgico di protesi d’anca minvasiva.

Quando la chirurgia protesica può essere la soluzione

Negli ultimi anni la chirurgia protesica dell’anca ha conosciuto un’importante evoluzione grazie allo sviluppo di tecniche mini-invasive che, nei pazienti selezionati, consentono di ridurre il trauma sui tendini e  sui muscoli e favorire un recupero funzionale più rapido.

Il termine “mini-invasiva” non identifica semplicemente una cicatrice più piccola, ma un diverso approccio chirurgico. La via anteriore all’anca permette di rispettare maggiormente muscoli e tessuti molli durante l’intervento chirurgico, con l’obiettivo di favorire un recupero post-operatorio più rapido nei pazienti.

Come si sceglie la protesi d’anca più adatta?

La scelta della protesi d’anca non è uguale per tutti. Durante la visita lo specialista valuta diversi fattori, tra cui la patologia da trattare, l’età del paziente, la qualità dell’osso, il livello di attività fisica e le aspettative funzionali.

Oltre al tipo di impianto, viene definita anche la tecnica chirurgica più appropriata. Quando le condizioni cliniche lo consentono, può essere indicato un approccio mini-invasivo per via anteriore, che permette di preservare maggiormente muscoli e tessuti molli, favorendo un recupero funzionale più rapido.

L’obiettivo dell’intervento è sempre lo stesso: eliminare il dolore, recuperare la mobilità articolare e consentire al paziente di tornare a svolgere le normali attività quotidiane con una migliore qualità di vita.

Quando rivolgersi a uno specialista?

Il dott. Francesco Buschini, chirurgo ortopedico che si occupa di chirurgia protesica dell’anca con tecnica mini-invasiva per via anteriore presso l’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio di Milano e il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (Bergamo), sottolinea che “quando il dolore all’anca limita attività quotidiane come vestirsi, camminare, salire e scendere le scale o alzarsi da una sedia, è opportuno sottoporsi a una valutazione specialistica ortopedica”.

Attraverso una visita ortopedica approfondita, permetterà di individuare le possibili cause dei sintomi e di definire il percorso terapeutico più appropriato in base alle condizioni cliniche del paziente.