Idee & Consigli

Interruttore magnetotermico: cos'è, come funziona e a cosa serve

Interruttore magnetotermico: cos'è, come funziona e a cosa serve
Idee & Consigli 05 Agosto 2022 ore 07:00

Gli impianti elettrici domestici, e non, sono dotati di un dispositivo di sicurezza che entra in azione al verificarsi di un corto circuito oppure un sovraccarico di corrente. Si tratta del cosiddetto “interruttore magnetotermico”, che rappresenta la versione più recente dell’interruttore termico, un apparato che svolgeva una funzione analoga. 

Trattandosi di un dispositivo di sicurezza, l’interruttore magnetotermico deve essere anzitutto installato secondo la regola dell’arte - come stabilito dalle relative norme vigenti - nonché in grado di garantire un elevato standard qualitativo. A tal proposito, è quindi consigliabile optare sempre per prodotti affidabili, sviluppati e commercializzati da aziende specializzate e di comprovata esperienza nel settore. I prodotti Bticino, reperibili anche online tramite e-commerce specializzati come www.emmebistore.com, rappresentano un’ottima soluzione da questo punto di vista.

Caratteristiche del dispositivo

L’interruttore magnetotermico prende il nome da una particolare caratteristica tecnica, ossia la presenza di una parte magnetica e una termica che agiscono separatamente. La prima è generalmente costituita da un solenoide avvolto attorno ad una barra magnetica; la componente termica, invece, è formata da una lamina bimetallica, che funge da resistenza elettrica. 

La maggior parte dei dispositivi moderni è in grado di implementare una protezione selettiva in caso di corto circuito o sovraccarico di corrente; in altre parole, al verificarsi di uno degli eventi di cui sopra, l’interruttore entra in funzione interrompendo l’alimentazione soltanto al tratto di circuito interessato dal carico, anziché scollegare l’intero circuito elettrico o tutto l’impianto. 

Per quanto riguarda l’installazione, gli interruttori magnetotermici dovrebbero essere collocati a valle del contatore; è bene notare che anche quest’ultimo è dotato di un interruttore, la cui funzione però è diversa da quella del magnetotermico. Il dispositivo inglobato nel contatore, infatti, serve ad interrompere la fornitura di energia quando la quantità di corrente supera la soglia massima stabilita per contratto con il gestore della linea elettrica. Banalmente, è l’interruttore che ‘scatta’ quando troppi elettrodomestici e dispositivi sono collegati contemporaneamente.

Come funziona la parte magnetica

La parte magnetica del dispositivo entra in funzione in caso di corto circuito. Il forte impulso di corrente, infatti, provoca la formazione di un campo magnetico che agisce su un piccolo elemento a forma di gancio o di ancora la quale, per effetto della forza di trazione, trascina l’interruttore finché il circuito non viene aperto. In altre parole, la forza magnetica generata dal passaggio della corrente prevale sulla resistenza elastica opposta dalla molla dello sganciatore termico. Il meccanismo agisce in maniera quasi istantanea, in maniera tale da evitare che le varie componenti dell’impianto siano attraversate da una corrente talmente forte da danneggiare gli apparati e mettere a repentaglio la sicurezza di chi li utilizza. 

Il funzionamento della parte termica

La parte termica dell’interruttore agisce in caso di sovraccarico, ossia quando all’interno dell’impianto circola corrente di intensità superiore rispetto ad una soglia prestabilita. Tale limite è determinato dalle caratteristiche materiali e costruttive delle varie parti che compongono l’impianto, in special modo la capacità dei cablaggi di dissipare il calore prodotto dal passaggio della corrente.

Come detto, la parte termica del dispositivo sfrutta una lamina bimetallica come fosse una resistenza. I due metalli accoppiati tra loro, per mezzo di un sistema di serraggio molto semplice, si differenziano per il coefficiente di dilatazione termica; di conseguenza, in caso di sovraccarico, la lamina si piega fino ad azionare l’interruttore che interrompe l’alimentazione al circuito o ad una parte di esso. A differenza della parte magnetica, quella termica non si attiva in maniera istantanea, ma ‘tollera’ sovraccarichi di lieve entità, poiché si tratta di un fenomeno che si verifica molto frequentemente. I modelli di ultima generazione sfruttano sistemi elettronici che regolano il funzionamento dell’interruttore in base alle sollecitazioni che riceve.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter