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Lotta al fumo in Germania: i medici favorevoli alla sigaretta elettronica

Lotta al fumo in Germania: i medici favorevoli alla sigaretta elettronica
Idee & Consigli 20 Dicembre 2021 ore 09:38

A Mannheim, in Germania, si è recentemente tenuto il 37esimo congresso annuale della DeutschenGesellschaftfürGefäßchirurgie und Gefäßmedizin. È stata l’occasione, per i medici e i chirurghi vascolari tedeschi,di chiedere un cambio di rotta nei metodi adottati nella lotta contro il fumo. Come specificato dalla rivista Ärzte Zeitung, viene proposto un approccio più soft rispetto alla politica dello “smetti o muori” finora adottata.

Interrompere immediatamente di fumare non sempre è la soluzione ideale. In pochi infatti rispondono in maniera efficace ad una cessazione non graduale. Una buona alternativa, secondo l’ordine dei medici in Germania, sarebbe ricorrere alla sigaretta elettronica. Una proposta già avanzata nel 2018, al congresso annuale di Bonn, quando, prendendo come riferimento il sistema sanitario britannico, si parlò proprio della possibilità di indirizzare i fumatori verso i sistemi che vaporizzano la nicotina, tipici delle e-cigarettes.

Al loro interno infatti non contengono tabacco, bensì i liquidi sigaretta elettronica. Si tratta di sostanze che prima del loro utilizzo richiedono solo di essere miscelate, conferendo al vapore emanato da questi dispositivi il suo caratteristico odore. Ovviamente la quantità non va cambiata, altrimenti si rischierebbe di alterare il gusto originale.

Finora la politica tedesca non è stata poi così attenta alle istanze dell’associazione, avendo introdotto anche una tassa specifica sui liquidi di inalazione. Se ne è lamentato Martin Störck, direttore della clinica di chirurgia vascolare e toracica presso StädischesKlinikum di Karlsruhe, il quale ha dichiarato: “La politica sanitaria del nostro Paese non affronta adeguatamente il problema del fumo e infatti, in un confronto europeo, è all’ultimo posto per le cessazioni”.

Molto diversa la situazione in Italia, dove, a seguito della manovra finanziaria 2019, l’imposta sul consumo delle sigarette elettroniche è stata fortemente ridotta in sede parlamentare, indipendentemente che contengano o meno nicotina. Tutto ciò soprattutto per tutelare i più giovani, molto attratti dall’attività di vaping.

Tali provvedimenti hanno certamente aiutato il settore a ripartire, con i produttori che hanno potuto ridurre i prezzi, convincendo sempre più fumatori a convertirsi alle e-cig. Allo stesso tempo, la limitazione delle vendite a tabaccherie e vape shop ha escluso dal mercato i piccoli esercizi commerciali, per i quali il commercio di liquidi e sigarette elettroniche risultava difficile da gestire.

Il fallimento dei tentativi di cessazione senza aiuti rappresenta quindi la regola, non l’eccezione. Per usare le parole del dottor TobiasRüther della Clinica per la dipendenza dal tabacco di Monaco di Baviera: “I fumatori sono dipendenti e, se sono seriamente intenzionati a smettere del tutto, hanno bisogno di sette-otto tentativi per riuscirci”.

Quello della lotta al fumo è stato il tema cruciale dell’incontro, considerato che la maggior parte dei pazienti che soffrono di malattie cardio-vascolari è costituita proprio da fumatori. Il tabacco nelle sigarette tradizionali è la causa principale dei loro malesseri, in quanto la combustione che avviene al loro interno sprigiona nei polmoni delle sostanze potenzialmente cancerogene.