il boom!

Gelato in fase 2, 9 italiani su 10 lo vogliono!

Dopo il lockdown i consumi dell’alimento tipico della bella stagione sono letteralmente esplosi

Gelato in fase 2, 9 italiani su 10 lo vogliono!
29 Maggio 2020 ore 10:33

Gelato in fase 2, tutti lo vogliono! E’ il gelato il sogno proibito di nove italiani su dieci dopo il lockdown con il boom dei consumi favorito dal grande caldo e dalla voglia di passeggiare all’aria aperta che “salva” le 39.000 gelaterie che danno lavoro a circa 150mila persone con un fatturato annuale di 2,8 miliardi di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’Italia detiene la leadership mondiale nella produzione di gelato artigianale sia nel numero di punti vendita che per fatturato. Quello delle gelaterie sembra dunque un settore che nonostante le difficoltà della fase 2 sembra essere ripartito con decisione.

Gelato in fase 2, un must della ripartenza

Anche perché sono molti gli italiani che dopo un lungo periodo tra le mura domestiche hanno colto l’occasione per difendersi dal caldo con coni e coppette. Anche durante la settimana per la pausa pranzo. Il 94% degli italiani consuma abitualmente il gelato artigianale per il gusto e la bontà delle materie prime. E la sensazione di refrigerio con quasi sette consumatori su dieci che preferiscono i coni alle coppette secondo l’ultima indagine Fipe. I consumi di gelato degli italiani hanno superato i 6 chili a testa all’anno in Italia secondo stime della Coldiretti e ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire “specialità della casa” che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano.

2020 anno più caldo dal 1800

Nelle gelaterie presenti in Italia si stima che vengano utilizzati durante l’anno per la produzione ben 220 milioni di litri di latte. Ma anche 64 milioni di chili di zuccheri, 21 milioni di chili di frutta fresca. E 29 milioni di chili di altri prodotti con un evidente impatto positivo sulle imprese fornitrici. A sostenere i consumi è un 2020 con una temperatura superiore di 1,41 gradi la media storica. Si classifica, fino ad ora, come il più caldo da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800. Secondo una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Isac-Cnr relativi al primo quadrimestre dell’anno.

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