di Valeria Della Monica
C’è un filo sottile ma resistente che lega la farina, la storia di un territorio e l’invidiabile determinazione di una donna. È la storia del Raviolificio Poker, una realtà (con sede ad Albano Sant’Alessandro) che oggi, sotto la guida della direttrice Annarella Brevi, rappresenta uno dei punti di riferimento per l’eccellenza gastronomica orobica, tra innovazione e fedeltà alle radici.
Ed è proprio nel solco dell’innovazione che si innesta l’ultima “invenzione” del raviolificio: il raviolo al formaggio Branzi.

Un successo corale
Qualcuno ha parlato di raviolo (o ricetta) brevettata da parte del Raviolificio Poker. In realtà, la nascita del raviolo al formaggio Branzi è il risultato di un importante lavoro corale: «Non si tratta di un’esclusiva aziendale – spiega con precisione Brevi -, ma di un progetto condiviso tra la Camera di commercio, i produttori di formaggio e un piccolo gruppo raviolifici associati».
Il cuore del progetto è il bollino “Bergamo Città dei Mille… sapori”: per ottenerlo è necessario che il produttore aderisca al marchio, presentando istanza alla Camera di commercio che ha adottato il disciplinare.
Un disciplinare a tutela della ricetta, della qualità dei suoi ingredienti e del processo di produzione: «Sotto il coordinamento della Camera di commercio, alla presenza della giornalista esperta di storia dell’enogastronomia, Silvia Tropea Montagnosi, noi operatori a marchio, raviolifici e Casera Monaci, abbiamo lavorato intensamente, riunendoci più volte, per (…)