Da domenica 12 a sabato 18 aprile tre equipaggi provenienti da Bergamo affronteranno i percorsi desertici del Marocco per oltre 3 mila km di piste, pietraie e sabbia durante il “Panda Raid 2026”.
Panda Raid, un’avventura old-school nel deserto
Il Panda Raid è un rally amatoriale, formato da 6 tappe, di resistenza e lunga distanza, in cui 340 equipaggi provenienti da tutta Europa decidono di sfidare la legge suprema del buon senso e intraprendere un’avventura old-school a bordo di una vecchia Fiat Panda (o Seat Marbella) prodotta dal 1980 al 2003.
Ogni tappa varierà per difficoltà, terreno e distanza. Il percorso si concentra principalmente sul Marocco meridionale e consiste per lo più in piste, zone sabbiose e un panorama desertico a 360°, mettendo a dura prova le capacità fisiche e mentali delle squadre: i valori supremi di uno sforzo meccanico e di cameratismo che mira a lasciarsi alle spalle, almeno per qualche giorno, la frenesia della civiltà e la dipendenza dalla tecnologia.
Sopravvivenza nel deserto tra notti stellate e meccanica affidabile
Per alcuni giorni non ci sarà un letto a disposizione, ma si dormirà in mezzo al deserto in vero stile nomade. Con una semplice auto di 30 anni, priva di lussi e comfort, ma con una meccanica affidabile e senza fronzoli, verranno attraversati i deserti del Marocco, per oltre 3.000km totali da Nador a Medhia.
L’importante non è il tempo o la velocità ma completare il Panda Raid significa, soprattutto, raggiungere il traguardo.
In sfida tre equipaggi bergamaschi

È ispirandosi a questi principi che 3 equipaggi bergamaschi affronteranno quest’anno la 18^ edizione. Sono le squadre composte da Marco Boschini e Paolo Acquati (dorsale n.31), Renzo e Riccardo Cornali (dorsale n.32) e Gianmarco e Federico Mangili (dorsale n.114).
Panda Raid non è un pacchetto vacanze o un tour guidato; il completamento delle tappe e il raggiungimento del traguardo dipendono esclusivamente dalle capacità di ogni singolo equipaggio.