Solidarietà

A Ponte San Pietro c’è l’obiettivo di donare ottanta macchine da cucire alle donne del Congo

L’idea è raggiungere il risultato in sei mesi, aiutando persone che vivono in zone di conflitto e offrendo un’occasione concreta di autonomia e riscatto

A Ponte San Pietro c’è l’obiettivo di donare ottanta macchine da cucire alle donne del Congo

Ci sono pomeriggi in cui il freddo dell’inverno svanisce davanti al calore di un gesto condiviso. Sabato 10 gennaio, la sede della Federazione delle famiglie per la pace e l’unificazione in via Vittorio Emanuele 104 a Ponte San Pietro è diventata il cuore pulsante di una solidarietà che non conosce confini. Una quarantina di persone si sono ritrovate per una merenda speciale. Non solo per festeggiare l’inizio del 2026, ma per scrivere insieme una pagina di speranza per le donne del Congo.

L’evento, promosso dalla Wfwp (Federazione delle donne per la pace nel mondo), ha raccolto una comunità unita da un obiettivo nobile: trasformare il dolore in dignità attraverso il lavoro e la vicinanza umana. Al centro dell’incontro, il sostegno al progetto dell’associazione M2r Congo, che mira a donare 80 macchine da cucire in sei mesi a donne che vivono in zone di conflitto: vedove, madri sole e sopravvissute a traumi.

In queste terre martoriate, questo macchinario non è un semplice attrezzo, ma una promessa di riscatto. Con un costo di soli 80 euro, ogni strumento permette a una donna di avviare un’attività di sartoria, sfamare i propri figli e riprendere in mano le redini della propria vita in totale autonomia.

Soddisfatta ed emozionata, la presidente della Wfwp Giannina Figus ha tracciato un bilancio della giornata: «È stato un successo che è andato oltre le nostre aspettative. Nonostante le basse temperature, i nostri ospiti hanno scelto di scaldarsi con noi, condividendo una varietà di torte e dolcezze preparate con cura. Ma ciò che ha reso tutti davvero felici è stato lo scopo che ci univa».

Dopo il benvenuto, la presidente ha presentato la missione dell’associazione e l’impegno per creare una cultura di pace. Preziosa è stata anche la presenza di Dario ed Emanuela, referenti della Federazione delle Famiglie per la Pace per Bergamo e provincia (…)

Continua a leggere sul PrimaBergamo in edicola fino a giovedì 22 gennaio, o in edizione digitale QUI