Se è vera la citazione del filosofo francese Jean Paul Sartre, secondo cui «L’importante non è ciò che hanno fatto di noi, ma ciò che noi facciamo di ciò che hanno fatto di noi», allora è ancora possibile sperare che i bambini vittime delle guerre possano, in qualche modo, ritrovare la strada della pace, attraverso i piccoli gesti e la semplicità che sembra possibile solo a loro, come fiori calpestati che continuano a crescere.
È già trascorsa più di una settimana dal loro arrivo ad Alzano Lombardo, ma l’entusiasmo che hanno portato in città i bambini ucraini del progetto “Un abbraccio per Kharkiv” si è tutt’altro che affievolito e anzi, ha contagiato ancora più alzanesi.
Mercoledì 17 giugno, dopo un viaggio cominciato due giorni prima, ventisette bambini e bambine tra gli 8 e i 12 anni e una quindicina di accompagnatrici provenienti da Kharkiv sono stati accolti in Val Seriana dalla banda municipale e dai tantissimi ragazzi delle scuole e del Cre, nonché dall’amministrazione comunale, in un evento che ha reso Alzano Lombardo un’autentica città di pace.
Un progetto che affonda le sue radici allo scorso autunno, da un’idea di alcuni componenti dell’associazione Presente Bergamo e del suo presidente Mario Bonati. Di ritorno da una visita proprio a Kharkiv, divenuta uno dei simboli del conflitto che da quattro anni sta martoriando il Paese, gli amici hanno proposto quasi per scherzo l’idea di ospitare in Bergamasca alcuni bambini durante l’estate, per una vacanza lontano dai bombardamenti e dalla paura. A dare forma all’intuizione, oltre alla stessa associazione Presente, si è messo in gioco il Comune di Alzano, divenuto capofila del progetto che ha poi coinvolto circa trenta altri Comuni bergamaschi, la Comunità montana Valle Seriana, la Provincia e il Bim.
«Un’esperienza bellissima – racconta il sindaco Camillo Bertocchi (…)
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