dal mase

Bergamo a Torino con le città europee del Climate City Contract: confermati 1,3 milioni per via Ghislandi

L'intervento trasformerà quella che è oggi una delle principali isole di calore in un rifugio climatico lineare

Bergamo a Torino con le città europee del Climate City Contract: confermati 1,3 milioni per via Ghislandi

Il Comune di Bergamo ha partecipato oggi, 28 maggio, al “Delivering Europe’s Urban Climate Transition” di Torino. Si tratta dell’appuntamento annuale delle città europee che partecipano alla Missione Ue “100 Climate-Neutral and Smart Cities”, che riunisce le città impegnate nel percorso verso la neutralità climatica.

L’occasione è valsa anche a confermare il finanziamento già assegnato dal Mase, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al Comune di Bergamo, pari a 1,3 milioni di euro, destinato alla realizzazione di un intervento ambientale strategico: la trasformazione di via Ghislandi, oggi una delle principali isole di calore della città, in un rifugio climatico lineare.

Bergamo è una delle nove città partecipanti insieme a oltre 100 europee

Il Comune di Bergamo era presente con l’assessora alla Transizione ecologica, ambiente e verde Oriana Ruzzini. Insieme a Bergamo partecipano alla rete italiana della Missione europea anche Bologna, Firenze, Milano, Padova, Parma, Prato, Roma e Torino: nove città italiane inserite in una rete di oltre 100 città europee che quattro anni fa hanno avviato un percorso condiviso verso la neutralità climatica.

Il lavoro delle città si è sviluppato attraverso il Climate City Contract, lo strumento di governance riconosciuto dalla Commissione Europea per accelerare l’azione climatica a livello locale, sperimentando pratiche innovative sia all’interno delle amministrazioni comunali sia nel rapporto con territori, imprese, cittadini e stakeholder. Fin dall’inizio del percorso, le città italiane hanno collaborato su temi comuni come la governance della transizione energetica, il coinvolgimento dei cittadini, la decarbonizzazione dei distretti industriali e lo sviluppo di strumenti finanziari innovativi.

Nel tempo si è consolidata una comunità di pratica che coinvolge non solo le amministrazioni locali, ma anche università, società partecipate, agenzie energetiche e soggetti privati. L’obiettivo condiviso è continuare a lavorare insieme affinché le città possano rappresentare un laboratorio di sperimentazione per l’azione climatica locale e, allo stesso tempo, contribuire alla definizione di politiche nazionali sempre più efficaci a supporto della transizione ecologica urbana, mantenendo aperto il confronto sulle principali sfide che le città dovranno affrontare nei prossimi anni nel percorso verso la neutralità climatica.

Via Ghislandi verso una rivoluzione climatica

«L’incontro delle 100 città a Torino è un’occasione strategica per l’Italia e per Bergamo – ha sottolineato l’assessora Ruzzini -. Abbiamo la possibilità di iniziare a prospettare la transizione dei prossimi anni ma anche di confrontarci sui singoli progetti ambientali finanziati dall’Europa, come per esempio lo Sportello Energia e clima, e ora, per la prima volta, anche dal Mase, con il progetto di via Ghislandi».

«Il progetto che abbiamo candidato e che è stato finanziato, vede il coinvolgimento anche degli assessorati ai Lavori pubblici e Mobilità. L’area di via Ghislandi è stata scelta in quanto, attraverso uno studio dell’Agenzia Spaziale Europea, l’individuazione delle isole di calore dal satellite evidenzia come quella sia tra più impattanti della città. Portare aiuole drenanti, alberi e una ciclopedonale, favorirà l’abbattimento delle temperature, il drenaggio idrico e soprattutto la riduzione delle emissioni favorendo la mobilità dolce».

«Si tratta di un finanziamento a cui gli assessorati all’ ambiente delle 9 città italiane stanno lavorando da oltre un anno, il primo finanziamento che il ministero eroga direttamente alle città senza passare attraverso gli enti sovracomunali e che riconosce l’impegno delle nove città italiane, delle amministrazioni, della cittadinanza e delle imprese che hanno sottoscritto il Climate City Contract, come traino della transizione ecologica del sistema Paese», ha infine concluso.