Un messaggio di libertà

Dopo il tumore al seno, la battaglia di Daniela di Torre Boldone contro i pregiudizi

Dopo aver affrontato un carcinoma e scoperto una mutazione genetica, ha scelto la mastectomia bilaterale senza ricostruzione

Dopo il tumore al seno, la battaglia di Daniela di Torre Boldone contro i pregiudizi

Quando affrontare una malattia richiede scelte difficili, spesso chi ha il coraggio di andare controcorrente poi si fa portavoce della propria idea.

È capitato anche a Daniela Laurora, moglie e madre di Torre Boldone che, dopo un tumore al seno, ha scelto di trasformare la propria esperienza in un percorso di condivisione e sostegno, diventando un punto di riferimento per molte donne che come lei hanno deciso di vivere il proprio corpo senza ricorrere alla ricostruzione mammaria, scegliendo invece di essere “flat” (letteralmente, dall’inglese, “piatto”), scelta ancora poco comune e spesso circondata di pregiudizi e scarsa informazione che la stessa Daniela si impegna a sfatare.

«La mia storia clinica inizia nel 2022 – racconta – quando dopo aver scoperto una piccola lesione al seno gli accertamenti hanno portato alla diagnosi di un carcinoma. Da lì è iniziato il ciclo di cure fino all’asportazione del tumore insieme a una piccola parte del seno. Dopo le successive chemio e radioterapie, mi sono sottoposta al test Brca sulle mutazioni dei geni che portano a successivi tumori, da cui sono risultata Brca di tipo 1, quindi ancora soggetta a rischi anche alle ovaie. Nel 2023 ho scelto così di far asportare, in via preventiva, anche ovaie e tube».

Daniela Laurora

Dopo i primi interventi, Daniela ha continuato a informarsi e fare prevenzione grazie all’equipe medica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo che l’aveva seguita fin dall’inizio del suo percorso, venendo a conoscenza della cosiddetta mastectomia bilaterale, ovvero un intervento per l’asportazione completa del seno.

«Per prevenzione ho scelto di sottopormi anche a questo intervento e sono diventata “flat” – ha spiegato Daniela – è stata una scelta difficile ma consapevole, di cui oggi vado fiera: spesso alle donne che affrontano il tumore al seno viene proposta la ricostruzione, ma quello che molte non sanno è che in seguito a cure come chemio e radioterapie i tessuti si danneggiano e in molti casi le protesi vengono rigettate o creano problematiche di altri tipi. Con questo intervento io ho scelto di essere libera».

Proprio grazie a questa nuova consapevolezza (…)

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