Domande sulla vita

La casetta di Lovere e il viaggio come esperienza nel progetto Hp Vip Movie Life, per ragazzi tra 18 e 30 anni

Il percorso, realizzato da Associazione Tempo Relativo, permette ai giovani di vivere fuori dalle strutture assistenziali

La casetta di Lovere e il viaggio come esperienza nel progetto Hp Vip Movie Life, per ragazzi tra 18 e 30 anni

C’è una potenza che non si misura in cavalli motore, ma in storie, domande e relazioni: è quella di Hp Vip Movie Life, il progetto promosso dall’Associazione TempoRelativo di Darfo Boario Terme insieme al Centro psicologico-educativo Madill di Lovere.

Protagonisti sono sette giovani della zona del Sebino e della Val Camonica: Miriam Carrara, Alessia Gheza, Giorgio Moscardi, Samuele Meni, Andrea Soardi, Mattia Baccanelli e Alessia Nodari. Qui i vip non sono personaggi famosi, ma ragazzi che vogliono mettersi in gioco, tra i diciotto ed i trent’anni, con disabilità cognitive ma che, attraverso il progetto, affrontano temi profondi. Spesso considerati scomodi: amore e sessualità, vita e morte, giusto e sbagliato, fede e divertimento.

Una casetta sul lago

Cuore pulsante dell’iniziativa  la casetta di Madill, il campo base. È qui che il gruppo si incontra, dialoga, condivide pensieri e dubbi. È da qui che partono i viaggi tematici in giro per l’Italia e, soprattutto, è qui che si ritorna per rielaborare le esperienze vissute. Gli incontri vengono videoregistrati, per restituire alla comunità uno sguardo diretto, senza filtri: spontaneo, a tratti provocatorio, sempre autentico.

La casetta di Madill non è solo una sede operativa, ma un luogo educativo in cui si costruiscono relazioni. Il Centro offre percorsi psicologici ed educativi rivolti a persone con disabilità, favorendo autonomia, consapevolezza e crescita personale. In questo contesto, Hp Vip Movie Life trova terreno fertile: le attività si intrecciano con il lavoro quotidiano degli operatori, ampliando le possibilità espressive dei ragazzi.

Il viaggio come esperienza

Accanto agli incontri a Lovere, il progetto si sviluppa appunto anche attraverso viaggi tematici, in compagnia dei responsabili del progetto, in diverse città italiane: il viaggio è infatti lo strumento educativo per contrastare gli stereotipi sulla disabilità. Il progetto mette in pratica un metodo che abbatte le barriere delle strutture di assistenza, perché non è il contesto protetto a far crescere, ma l’impatto reale con le persone, le strade e le storie. Il territorio non è uno sfondo, ma un vero e proprio educatore.

Ogni tappa diventa occasione per esplorare un aspetto della vita: dall’amore al senso della morte, dall’ingiustizia al divertimento fino alla spiritualità. Esperienze che poi tornano al “campo base” di Madill, dove vengono rielaborate e trasformate in contenuti condivisi anche sui social, sempre nel rispetto della dignità dei partecipanti.

«Non proponiamo messaggi preconfezionati» spiega la presidente Roberta Macario. «Vogliamo creare incontri autentici e generare domande». Domande che, nate dai ragazzi, diventano stimoli per tutta la comunità.

Hp Vip Movie Life è ancora in cammino, ma ha già lasciato un segno. Non solo nei partecipanti, che parlano di amicizie e nuove consapevolezze, ma anche negli educatori, chiamati a mettersi in ascolto in modo diverso. L’obiettivo, guardando al futuro, è chiaro: trasformare esperienze come questa in modelli replicabili e, magari, arrivare a costruire luoghi di vita sempre più aperti.

Perché, in fondo, tutto parte da lì: da una casa affacciata sul lago, a Lovere, dove le domande prendono forma e i ragazzi imparano – semplicemente – a essere se stessi.