Solidarietà

Le “Mani Amiche” di Stezzano sono tese verso Gaza, per portare acqua potabile

L’associazione lancia una raccolta fondi per un progetto concreto a favore dei profughi. Basta poco per fare la differenza

Le “Mani Amiche” di Stezzano sono tese verso Gaza, per portare acqua potabile

Da decenni l’associazione di volontariato “Mani amiche” di Stezzano rappresenta un faro di speranza nelle aree più svantaggiate del pianeta, dal Benin al Nicaragua. Oggi il cuore grande della comunità bergamasca si spinge fino al Medio Oriente, promuovendo una raccolta fondi vitale per rispondere all’emergenza umanitaria nella striscia di Gaza.

«Dall’autunno 2025 abbiamo stipulato accordi di cooperazione con una associazione culturale di Beit Hanoun, l’Al-Taghreed Association for Culture Development, per garantire acqua potabile agli abitanti dei campi profughi di Gaza nord», spiegano i volontari stezzanesi.

Il progetto, concreto e strutturato, si articola in azioni immediate per ripristinare i servizi minimi di sussistenza. «La cooperazione prevede diverse fasi di intervento. La Fase 1, attualmente in corso, riguarda la fornitura di generatori elettrici per il funzionamento di pompe sommerse, la costruzione di condotte idriche e la fornitura di carburante e manodopera. L’obiettivo è garantire l’accesso all’acqua potabile a circa 1.500 famiglie sfollate, per oltre 7.500 persone».

La solidarietà si concentra poi sulla logistica e sui soggetti più fragili, come anziani, disabili e nuclei monogenitoriali: «La fase 2 – proseguono i volontari – prevede la fornitura di serbatoi e taniche per migliorare lo stoccaggio dell’acqua (…)

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