Foto di Experimento Design
Situata sulle colline di Ranica, a pochi chilometri da Bergamo, Villa Camozzi rappresenta uno dei più significativi complessi storici e paesaggistici del territorio bergamasco. Progettata dall’architetto Simone Elia, allievo di Leopoldo Pollack e autore di numerose opere nel territorio bergamasco – la più nota è l’Accademia Carrara -, oggi Villa Camozzi ospita il Centro di ricerche cliniche per le malattie rare Aldo e Cele Daccò dell’Istituto Mario Negri.
E proprio l’Istituto spiega che la storica struttura, a trent’anni dall’ultimo restauro, avrebbe bisogno di un nuovo intervento. Immersa in un parco secolare di oltre sessantamila metri quadrati, la villa unisce valore storico, pregio artistico e una rilevante funzione scientifica contemporanea. Qui, tra le stanze affrescate e il silenzio della natura, la bellezza incontra la ricerca scientifica e diventa parte integrante della cura degli ammalati.
La raccolta fondi “365 stanze”
Sono 365 le stanze utilizzate ogni giorno da ricercatori, medici, tecnici di laboratorio e pazienti, insieme alle loro famiglie, impegnati nei percorsi di cura e negli studi clinici del Centro. Per sostenere il nuovo intervento, l’Istituto Mario Negri ha dunque lanciato la campagna “365 stanze. 365 luoghi di cura, arte e ricerca”, ovvero una raccolta fondi che fa appello a tutti i cittadini e sostenitori per chiedere un contributo concreto alla tutela e al futuro della Villa. La campagna è attivo fino a fine luglio sulla piattaforma ideaginger.it e la si può trovare QUI.
Dalla sua fondazione, il Centro Daccò ha identificato 1.121 malattie, riconosciuto 950 mutazioni genetiche e realizzato 300 studi clinici. Ogni anno, il Day Hospital visita gratuitamente circa mille pazienti, prevalentemente affetti da patologie rare – in particolare malattie rare del sistema immune, particolarmente trascurate – impegnati in percorsi di cura e studi clinici mirati allo sviluppo di terapie innovative.
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Il primo obiettivo: rifare gli infissi
Il primo obiettivo della raccolta fondi, pari a 20.250 euro, è finalizzato al rifacimento di quindici finestre dei laboratori. I fondi raccolti saranno destinati al ripristino della tenuta degli infissi agli agenti atmosferici, attraverso la sostituzione dei telai e l’installazione di vetri antinfortunistici. L’opera sarà realizzata in un’ottica di preservazione del bene e di efficientamento energetico, nel pieno rispetto dei vincoli imposti dalla Soprintendenza ai Beni culturali, data la rilevanza storica e artistica della Villa.
Preservare la cura e la cultura
«Nel 1992, dopo un significativo contributo da parte dei filantropi Aldo e Cele Daccò, viene inaugurato il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare, un bene storico che abbiamo potuto preservare per oltre 30 anni – spoiega Ariela Benigni, segretario scientifico dell’Istituto e coordinatore delle ricerche delle sedi di Bergamo e Ranica -. Oggi il Centro ha bisogno di un nuovo intervento, necessario non solo per il benessere di chi lo vive tutti i giorni – ricercatori, medici, e pazienti – ma soprattutto per preservare un patrimonio storico e artistico unico del territorio».
«Il Centro Daccò è dedicato allo studio delle malattie rare nella convinzione che, per quanto raro, nessun ammalato debba essere orfano di diagnosi e cura – commenta invece Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri -. Un motivo in più per preservare questo luogo di cura è la sua bellezza: gli ammalati che vengono qui ne sono circondati, e si sentono a casa. Villa Camozzi è questo: un ambiente ricco di storia e di arte, dove si fa ricerca scientifica nel modo più sofisticato possibile, insieme agli ammalati».
Per la campagna “365 stanze”, l’Istituto ha colto l’opportunità offerta dall’iniziativa di crowdfunding “Insieme riconosciamo il valore” promossa dalla Bcc Bergamasca e Orobica, già generosamente vicina al Mario Negri. L’Istituto ricorda che Tutte le donazioni da privati o aziende sono deducibili al cento per cento.