Un riconoscimento per festeggiare 25 anni di impegno nella tutela dell’infanzia, nel sostegno alle famiglie, nella ricerca e nell’innovazione sanitaria. Questo dono è stato consegnato oggi pomeriggio, martedì 6 ottobre, al Palazzo Pirelli di Milano a Nepios Odv, associazione bergamasca che dal 2001 collabora con l’Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A promuovere questa iniziativa è stato il Consigliere regionale Michele Schiavi (Fratelli d’Italia), che insieme al presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha consegnato a Tullia Vecchi, fondatrice e presidente dell’associazione, la medaglia di bronzo ufficiale del Consiglio regionale dedicata alla provincia bergamasca.
Schiavi: «Una rete che costruisce comunità più forti»

È stato proprio il Consigliere Schiavi a voler portare in Consiglio regionale l’esperienza di Nepios, riconoscendone il valore all’interno del sistema sociosanitario bergamasco.
«Abbiamo voluto riconoscere il valore di una realtà che da 25 anni dimostra quanto il volontariato organizzato possa essere un partner prezioso del sistema sanitario – ha affermato Schiavi -. Nepios non si limita a sostenere economicamente singoli progetti: crea relazioni, porta innovazione, finanzia ricerca e intercetta le fragilità prima che diventino emergenze».
Per il Consigliere regionale, il valore dell’associazione sta soprattutto nella sua capacità di trasformare la solidarietà in interventi concreti: «È questo il valore delle associazioni radicate nei territori: trasformare la solidarietà in risposte concrete e costruire comunità più forti», ha sottolineato.
Oltre 2 milioni di euro in 25 anni

Dal 2001 al 2026 Nepios ha raccolto e devoluto oltre 2 milioni di euro per sostenere attività di cura, prevenzione e ricerca realizzate in collaborazione con l’Asst Papa Giovanni XXIII.
Un impegno che nel solo 2026 ha portato a un contributo complessivo di 135 mila euro a favore dell’ospedale bergamasco. Le risorse hanno permesso di sostenere progetti rivolti a bambini, adolescenti e famiglie, ma anche iniziative di ricerca e innovazione tecnologica e chirurgica.
Il presidente del Consiglio regionale Federico Romani ha sottolineato proprio il valore della collaborazione tra istituzioni, sanità e Terzo Settore.
«Quello di Tullia Vecchi e di Nepios è un esempio concreto di come la collaborazione tra pubblico e privato sociale possa fare la differenza nella sanità», ha affermato Romani, evidenziando come la condivisione di risorse e competenze possa produrre risposte più vicine ai bisogni delle persone.
Cinque progetti per le fragilità
Sono cinque, in particolare, i progetti attualmente sostenuti da Nepios insieme all’Asst Papa Giovanni XXIII. Uno riguarda il sostegno alla genitorialità delle persone detenute nella Casa circondariale “Don Fausto Resmini” di Bergamo, attraverso colloqui psicologici, gruppi di sostegno e incontri protetti tra genitori e figli. Il percorso ha coinvolto 148 genitori e 38 bambini e ragazzi.
Un secondo progetto è dedicato alla prevenzione dei comportamenti autolesivi e suicidari negli adolescenti tra i 12 e i 18 anni, con un percorso multidisciplinare finalizzato a intercettare precocemente le situazioni di disagio psicologico.
Dai primi mille giorni alla ricerca
Il progetto “I primi mille giorni” accompagna invece bambini e famiglie nelle prime fasi dello sviluppo, puntando sulla diagnosi precoce delle difficoltà e sul rafforzamento della relazione tra genitori e figli. Finora sono state effettuate oltre 1.600 prestazioni, tra nuclei familiari presi in carico e bambini sottoposti a valutazione.
Importante anche il sostegno alla ricerca nel campo della neurochirurgia pediatrica. Nepios finanzia un progetto per la realizzazione di un registro scientifico dedicato alle patologie vascolari, ai tumori, ai traumi e all’idrocefalo in età pediatrica, oltre al supporto allo sviluppo di tecniche mini-invasive. Un ulteriore progetto riguarda invece lo studio della vascolarizzazione cerebrale dei neonati con cardiopatie congenite, attraverso l’utilizzo di un ecografo di ultima generazione.
Tullia Vecchi ha ricordato come i diversi progetti sostenuti dall’associazione siano accomunati dalla volontà di intervenire sulle situazioni di maggiore fragilità il più precocemente possibile. «L’associazione opera su più livelli: sostiene le famiglie, aiuta gli adolescenti in difficoltà, interviene nei primi anni di vita, finanzia la ricerca scientifica e favorisce l’innovazione tecnologica e chirurgica» – ha spiegato la fondatrice e presidente di Nepios.
La collaborazione con l’Asst Papa Giovanni XXIII rappresenta, secondo Vecchi, un elemento centrale: «Nepios non si limita a finanziare singoli interventi, ma contribuisce alla costruzione di una rete di cura, ricerca e sostegno».
Il riconoscimento a Palazzo Pirelli
Alla cerimonia erano presenti il Consigliere Segretario Jacopo Scandella, la presidente della Commissione Sanità Patrizia Baffi e i Consiglieri regionali Roberto Anelli, Davide Casati, Giovanni Malanchini e Alberto Mazzoleni.
Sono intervenuti anche il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Francesco Locati e la direttrice della Casa circondariale “Don Fausto Resmini” di Bergamo Antonina D’Onofrio.