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Mozzo investe sulla natalità e prevede un contributo di 500 euro per ogni nuovo nato nel 2026

Una misura per contrastare il calo demografico che incide su nidi e scuole dell’infanzia, senza aumentare tasse né fare debiti

Mozzo investe sulla natalità e prevede un contributo di 500 euro per ogni nuovo nato nel 2026

Cinquecento euro per ogni figlio nato nel corso del 2026. È una delle misure più significative contenute nel Bilancio di previsione approvato dal Comune di Mozzo, una scelta che va oltre il sostegno economico immediato alle famiglie e si inserisce in una strategia più ampia di attenzione al calo demografico e alle sue ricadute future, in particolare sul sistema educativo locale.

Il contributo, destinato a tutte le famiglie che accoglieranno un nuovo nato nel prossimo anno, prevede modalità di erogazione che verranno definite nelle prossime settimane. «Non si tratta di un intervento simbolico, ma di una decisione consapevole inserita in un bilancio strutturalmente equilibrato», spiega il vicesindaco e assessore al Bilancio Barbara Bari.

Negli ultimi anni il calo delle nascite sta interessando anche il territorio di Mozzo, in linea con il trend provinciale e nazionale. La diminuzione dei nuovi nati si riflette sulle iscrizioni ai nidi e alle scuole dell’infanzia, con il rischio, nel medio periodo, di una riduzione delle sezioni e di una maggiore difficoltà nel mantenere un’offerta educativa diffusa e di qualità.

«Il tema demografico riguarda il futuro stesso dei nostri servizi educativi – osserva Bari -. Meno bambini oggi significa, nel giro di pochi anni, scuole dell’infanzia in difficoltà e classi sempre più piccole. Difendere la natalità vuol dire anche difendere la presenza dei nidi e delle scuole sul territorio».

«Un Comune che investe sui bambini investe sulla propria continuità – sottolinea il vicesindaco -. Senza nuove generazioni, si indebolisce il tessuto sociale e diventa più difficile garantire servizi educativi di prossimità, che sono fondamentali per la qualità della vita».

La scelta si colloca in un quadro di bilancio particolarmente complesso, segnato da vincoli stringenti (…)

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