Report d'impatto

Nel 2025 record per la Dispensa Sociale di Bergamo: 204 tonnellate di cibo salvate dallo spreco

11 per cento in più rispetto al 2024, di cui 82 per cento ortofrutta, per il progetto della cooperativa Namasté e Ridò Organizzazione di Volontariato

Nel 2025 record per la Dispensa Sociale di Bergamo: 204 tonnellate di cibo salvate dallo spreco

Sesto anno consecutivo di crescita record per la Dispensa Sociale di Bergamo: 204 tonnellate di cibo salvate dallo spreco, +11 per cento rispetto al 2024 di cui l’82 per cento ortofrutta, per il progetto di Namasté cooperativa sociale e Ridò organizzazione di volontariato che ha sostenuto 73 organizzazioni  del territorio  e centinaia di persone che fanno la spesa gratuitamente presso la bottega Dispensa Re-Store. I dati sono stati raccolti nell’ambito del Report d’Impatto 2025.

Crescono le ore di volontariato e i chili di prodotti salvati

Nonostante il numero di volontari resti stabile (51 persone), le ore donate sono aumentate drasticamente: +18 per cento, pari a 6.548 ore di volontariato necessarie per recuperare, selezionare e ridistribuire più cibo ancora buono da mangiare a più enti e più persone. Nell’ultimo anno sono aumentati i chili di prodotti salvati dai supermercati (+25 per cento), dalle imprese alimentari (+14 per cento), anche se il fornitore principale rimane l’Ortomercato cittadino (78 tonnellate). Gli alimenti sono stati ridistribuiti sul territorio di Bergamo città (48 per cento) e nella bassa e media Valle Seriana, da Torre Boldone a Gazzaniga (38 per cento).

Alla Dispensa Re-Store, la bottega d’eccedenza di via Mozzi a Bergamo, spin-off del progetto aperto al pubblico (con la collaborazione di Foria srl), sono state effettuate ben 4.194 spese gratuite, ovvero una media di 46 ad apertura contro le 35 di quando è iniziato il servizio. Nell’anno 13 persone con fragilità hanno svolto un tirocinio o del volontariato “protetto” all’interno della Dispensa.

Oltre i numeri: perché “crescere” non basta

Nonostante l’orgoglio per i risultati raggiunti, la Dispensa Sociale pone un interrogativo provocatorio: ha senso continuare a crescere? «La risposta è no – si legge nel Report – Per quanto possiamo salvare e distribuire più cibo, non risolveremo lo spreco e la povertà alimentare solo con la logistica. Occorre un cambiamento culturale profondo».

Per questo motivo, il 2025 ha segnato una svolta educativa: per la prima volta i laboratori anti-spreco hanno coinvolto studenti di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia fino all’Università, raggiungendo quasi 1.000 giovani. Fondamentale il sostegno di Bergamo Mercati SpA per la promozione nelle scuole Primarie.

Accanto alla sfida culturale, resta aperta quella della sostenibilità economica. Sebbene il cibo recuperato sia distribuito gratuitamente, l’attività comporta costi operativi significativi (logistica, personale, strutture), a oggi sostenuti solo in parte dal bando Diritto al Cibo di Regione Lombardia, mentre la maggior parte è finanziato dalla stessa cooperativa Namasté.

L’impatto ambientale è chiaro: 122 tonnellate di CO2 equivalente evitate dallo smaltimento rifiuti e 220 milioni di litri d’acqua risparmiati, ma il futuro del servizio dipende dal sostegno della comunità. «Solo se la Dispensa sarà considerata un Bene Comune dal territorio – conclude il Report – potremo davvero contribuire a una Bergamo che non scarta più niente e nessuno».