Benessere dei più giovani

TornAdo inaugura i suoi hub territoriali: spazi di prossimità per gli adolescenti a Sarnico, Gorlago e Sovere

I presìdi rappresentano un passaggio centrale del progetto, pensato per offrire luoghi accessibili, riconoscibili e radicati nelle comunità

TornAdo inaugura i suoi hub territoriali: spazi di prossimità per gli adolescenti a Sarnico, Gorlago e Sovere

A quasi un anno dall’avvio del progetto TornAdo, diventano operativi i tre presìdi territoriali di Sarnico, Gorlago e Sovere: spazi di prossimità dedicati al benessere psicologico di preadolescenti, adolescenti e famiglie. Questi presidi rappresentano un passaggio centrale del progetto, pensato per offrire luoghi accessibili, riconoscibili e radicati nelle comunità.

Progetto TornAdo e rete territoriale

TornAdo è un progetto triennale promosso da Aeper, ente capofila, insieme al Consorzio Servizi Val Cavallina, alla Comunità Montana Laghi Bergamaschi (CMAS), all’Ambito Alto Sebino e all’Ambito Monte Bronzone Basso Sebino. Inoltre l’iniziativa è sostenuta dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto è nato con lo scopo di rispondere al crescente disagio psicologico ed emotivo tra i ragazzi dagli 11 ai 18 anni, attraverso azioni integrate di prevenzione, ascolto, accompagnamento educativo e intervento terapeutico.

La rete TornAdo coinvolge 19 partner pubblici e privati tra cooperative sociali, associazioni, servizi educativi e sanitari, scuole e realtà culturali e sportive. Un lavoro condiviso che mira a rafforzare la comunità educante e a costruire risposte concrete e vicine ai territori. Durante i primi mesi d’attività il progetto ha lavorato alla formazione dei partner e alla costruzione della rete territoriale, attivando progressivamente i presìdi.

Finora sono stati intercettati oltre 250 giovani nei tre Ambiti e circa 90 hanno già partecipato a laboratori continuativi. Parallelamente sono stati avviati percorsi formativi rivolti a insegnanti, personale scolastico e genitori, oltre alla progettazione di sportelli di ascolto e interventi individualizzati in raccordo con i servizi sociali e sanitari.

Hub territoriali

I tre presìdi rappresentano il cuore del progetto: spazi aperti e accoglienti pensati per intercettare precocemente situazioni di disagio e offrire opportunità di ascolto, relazione ed espressione. Qui operano équipe multidisciplinari che propongono laboratori educativi, culturali ed espressivi, momenti informali di incontro per ragazzi e famiglie e, progressivamente, percorsi personalizzati in collaborazione con i servizi del territorio.

Sarnico, Gorlago e Lovere

Il presidio di Sarnico si trova in piazza Santissimo Redentore 21/A, all’interno del Centro “L’Ulivo di Carla”. L’inaugurazione è prevista per domani, mercoledì 11 febbraio. Lo spazio sarà aperto ogni mercoledì dalle 15 alle 17.30, con attività sempre gratuite. L’accesso ai laboratori avviene su iscrizione, mentre nei pomeriggi di apertura è possibile entrare spontaneamente oppure su invio da parte di servizi sociali, scuole e partner del progetto. Dall’avvio sono già stati attivati laboratori sportivi, musicali e creativi, tra cui aikido, “Educatrap – rap e comunità” e OpenLab. Nei prossimi mesi sarà attivato anche uno sportello di ascolto per genitori. Il presidio è coordinato dalla Cooperativa Sociale Il Cantiere.

Il presidio di Gorlago ha sede in via Facchinetti 7 e sarà inaugurato il 16 febbraio. È aperto il mercoledì dalle 14.45 alle 17.30 e il giovedì dalle 16 alle 18. Le attività includono laboratori musicali come il DJ Lab, spazi di aggregazione per preadolescenti, percorsi corporei ed espressivi e laboratori artistici in collaborazione con Gamec. Sono previsti anche incontri dedicati ai genitori, con momenti di confronto e riflessione educativa. L’accesso avviene tramite iscrizione, ma è possibile partecipare anche senza prenotazione. Il presidio è coordinato dalla Cooperativa Sociale Crisalide.

Il presidio di Sovere sarà invece inaugurato il 28 marzo e opererà in collegamento con l’hub di Costa Volpino, già attivo e punto di riferimento per i percorsi di Video Game Therapy coordinati dall’Associazione Liberamente. Le attività sono gratuite e l’accesso è spontaneo. L’iscrizione è obbligatoria per i laboratori dedicati ai ragazzi e per gli incontri rivolti ai genitori. Saranno invece ad accesso libero lo sportello di ascolto per adulti e lo spazio di aggregazione per i ragazzi. Il presidio lavorerà in continuità con l’hub, rafforzando la presa in carico e il lavoro di rete nell’Alto Sebino.

Le dichiarazioni

Silvia Dradi, responsabile del progetto, ha spiegato che TornAdo ci invita a ripensare ai modi con cui comprendiamo e accompagniamo gli adolescenti, costruendo contesti accoglienti e aperti alla comunità. Inoltre i presìdi territoriali sono luoghi di prossimità che si stanno animando di relazioni, opportunità ed esperienze capaci di generare cambiamento per ragazzi, famiglie e comunità educante.

Per Giuseppe Pinto, presidente della Cooperativa Sociale Il Cantiere, il progetto in questione rappresenta un’importante opportunità per rafforzare l’attenzione verso ragazzi e ragazze che vivono situazioni di difficoltà, offrendo loro spazi sicuri di socializzazione e relazione.

Antonella Boioni, presidente della Cooperativa Sociale Crisalide, ha fatto una precisazione sottolineando: «Con TornAdo non abbiamo semplicemente avviato un progetto, ma un nuovo modo di abitare la responsabilità sociale, rendendo i ragazzi protagonisti e valorizzando le loro potenzialità».

Invece Simona Figaroli, presidente dell’Assemblea Sindaci Ambito Alto Sebino, ha detto che il progetto dimostra che fare rete è la vera forza delle nostre comunità, soprattutto in territori dove le distanze rischiano di diventare isolamento.

«È una risposta concreta al crescente disagio psicologico degli adolescenti e un investimento sulla responsabilità collettiva verso le nuove generazioni», ha concluso Alberto Maffi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Monte Bronzone Basso Sebino.

Infine Maurizio Salvetti, presidente dell’associazione Liberamente, evidenzia come «con i 3 hub di Video Game Therapy si consolida un sistema territoriale che unisce prevenzione e intervento clinico, parlando un linguaggio vicino ai ragazzi».