Rigenerazione

Un nuovo quartiere dove c’era la cava, ad Almè: avrà una Rsa da 120 posti, parco e negozi

A fine marzo è partito l’iter per riqualificare l’area dell’ex Ghisalberti: suggestivi i rendering del progetto. Ma è ancora tutto sulla carta

Un nuovo quartiere dove c’era la cava, ad Almè: avrà una Rsa da 120 posti, parco e negozi

I rendering sono suggestivi, come spesso succede. Poi bisogna vedere se la realtà si sposerà bene con la rappresentazione al computer. La buona notizia c’è comunque, perché una porzione di territorio rimasta sospesa per anni, segnata dall’attività estrattiva e poi abbandonata, si prepara a cambiare volto. Al posto dell’ex cava e fornace Ghisalberti potrebbe nascere infatti un nuovo pezzo di Almè, con abitazioni, verde pubblico, servizi e una residenza per anziani.

Iter in corso

A fine marzo è stata depositata l’istanza preliminare che avvia formalmente il percorso di riqualificazione ambientale, paesaggistica e urbanistica del comparto. È un passaggio atteso, che arriva nove mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo Piano di governo del territorio e che si inserisce nel solco del protocollo d’intesa firmato nel 2016.

Bandera: «Ricucire un’area»

L’idea, spiega il sindaco Massimo Bandera, è quella di ricucire un’area dismessa da tempo trasformandola in un comparto urbano integrato. Il progetto prevede residenze a basso impatto ambientale, ampie aree verdi, un grande parco pubblico attrezzato, percorsi ciclopedonali e una zona commerciale. A completare l’intervento ci sarà anche una nuova viabilità di collegamento con via Olimpia, pensata per rendere l’area più accessibile e alleggerire il traffico locale.

Tra gli elementi più rilevanti c’è la previsione di una residenza sanitaria assistenziale (Rsa) da 120 posti, introdotta dall’attuale amministrazione. La struttura dovrebbe rispondere a un bisogno crescente legato all’invecchiamento della popolazione. «È il risultato di un lavoro di mediazione», dice Bandera a L’Eco di Bergamo, ricordando che nel protocollo del 2016 non era previsto alcun obbligo concreto per la realizzazione di una Rsa, ma solo indicazioni di carattere urbanistico.

I ritardi del percorso

Il percorso, però, non è stato lineare. Negli anni si sono accumulati ritardi dovuti alla fine del primo mandato dell’amministrazione nel gennaio 2020, all’emergenza pandemica e alla necessità di attendere il completamento degli strumenti urbanistici sovracomunali, in particolare quelli della Provincia di Bergamo e del Parco dei Colli, conclusi solo alla fine del 2022. Solo dopo questi passaggi il Comune ha potuto approvare il nuovo Pgt, definitivamente adottato nel dicembre 2024 e pubblicato sul Bollettino ufficiale regionale nel maggio 2025. Il documento recepisce le previsioni già contenute nel protocollo e introduce, per la prima volta, meccanismi incentivanti per favorire la realizzazione di una Rsa convenzionata.

In concreto, una parte degli oneri compensativi – stimata in circa 3 milioni di euro – potrà essere destinata alla convenzione per la struttura socio-sanitaria, con l’obiettivo di contenere le rette e renderle più accessibili per i residenti. Una quota delle stesse risorse potrebbe inoltre finanziare un centro diurno per anziani in piazza Lemine, accanto all’attuale centro comunale. Parallelamente, l’amministrazione punta ad attirare investimenti privati. In questa direzione va la proposta, che sarà discussa nel prossimo Consiglio comunale, di azzerare gli oneri per la costruzione di nuove strutture socio-sanitarie convenzionate, così da incentivare la partecipazione degli operatori del settore.

Tutto ancora sulla carta

Il progetto è ora alla fase iniziale: l’istanza preliminare dovrà essere valutata e approfondita nei suoi aspetti urbanistici, ambientali e infrastrutturali. Il confronto coinvolgerà anche gli enti sovracomunali, in particolare il Parco dei Colli. Solo dopo questi passaggi si potrà capire tempi e modalità concrete di trasformazione di un’area che, da vuoto urbano, potrebbe diventare uno dei nuovi fulcri del territorio.