Clamoroso

Assolto il vigile in mutande di Sanremo: ecco perché

"Salvato" da una disposizione del comandante della Polizia municipale.

Assolto il vigile in mutande di Sanremo: ecco perché
22 Gennaio 2020 ore 09:30

E’ grazie a una disposizione del comandante della Polizia municipale di Sanremo che l’ex agente Alberto Muraglia, balzato agli onori delle cronache internazionali, come il vigile che timbrava il cartellino in mutande è stato assolto in abbreviato (perché il fatto non sussiste) dall’accusa di truffa ai danni dello Stato.

Assolto il vigile in mutande

Per il comandante, infatti, bisognava timbrare in abiti borghesi. Questa la motivazione che ha convinto il gup Paolo Luppi del tribunale di Imperia. L’allora vigile Muraglia, nominato custode del mercato ortofrutticolo di Sanremo, si svegliava tutte le mattine alle 5.30 per aprire i cancelli e doveva prendere servizio alle 6 come vigile. Un compito che svolgeva in cambio dell’alloggio a titolo gratuito nello stabile del mercato, senza alcuna remunerazione in denaro.

Dopo aver aperto i cancelli…

Muraglia dava un’occhiata in giro, che non ci fossero auto in doppia fila nel circondario che impedissero l’installazione dei banchi nei giorni di mercato (quello ambulante con le bancarelle nel piazzale). Quindi, timbrava, sempre in abiti borghesi – nella timbratrice del mercato in cui prestava servizio, situata a pochi metri da casa – e rientrava in alloggio per indossare la divisa.

Cosa è successo a Sanremo

In quattro occasioni Muraglia sale in casa, dopo aver aperto il mercato e si cambia, ma dimentica di timbrare il cartellino. Per questo motivo, scende dove c’è la timbratrice o manda la figlia a timbrare, perché così prevedono le disposizioni, in quanto l’atto del cambiarsi d’abito e mettersi la divisa è considerato orario di lavoro.

LaRiviera.it

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