Datore responsabile

Inail: contagio sul posto di lavoro è infortunio, la copertura assicurativa

I casi mortali da Covid-19 sono pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno.

Inail: contagio sul posto di lavoro è infortunio, la copertura assicurativa
28 Ottobre 2020 ore 16:25

Contagio sul posto di lavoro è infortunio e merita la copertura assicurativa Inail. Ma non solo: le norme vigenti non escludono la responsabilità penale del datore di lavoro inadempiente. Rivediamo insieme tutta la normativa.

I primi numeri

Le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro parlano chiaro: l’infezione da Covid-19 è ritenuta un infortunio e quindi merita la copertura assicurativa Inail.

Ma c’è anche di più: le misure non escludono nemmeno la responsabilità penale del datore di lavoro. In caso di decesso, infatti, si può rischiare un processo per lesioni o per omicidio colposo. Secondo quanto emerge dall’ultimo rapporto Inail, a fine settembre, le denunce di contagio sul posto di lavoro da Covid-19 hanno superato la soglia di 54mila.

Un dato che segna un aumento di 1919 denunce rispetto a fine agosto: 1127 sono del periodo di settembre, 792 avvenute nei mesi precedenti. Numeri che secondo l’Inail motivano il bisogno di uno scudo penale per i datori di lavoro inadempienti in merito al tema delle misure di sicurezza e di prevenzione.

La normativa e le interpretazioni

La normativa, di fatto, equipara il contagio all’infortunio sul lavoro (articolo 42 del D.L. n. 18/2020) e, come si diceva, potrebbe portare al coinvolgimento dell’imprenditore sul piano penale per i reati di lesioni o di omicidio colposo. Ma restano nodi irrisolti o dubbi interpretativi in merito alla normativa.  Come verificare che il contagio sia effettivamente avvenuto sul posto di lavoro? Come escludere altre forme di contagio? E come trattare gli asintomatici?

Il Nord è il territorio più colpito

Dall’analisi territoriale il Nord resta l’area più colpita con più della metà delle denunce che ricade nel Nord-Ovest, seguito poi dal Nord-Est (24,4%), dal Centro (11,9%), dal Sud (6,2%) e infine dalle Isole (2,4%).

Casi mortali: la percentuale del Nord-Ovest sale al 56,7%, mentre il Sud, con il 16,0% dei decessi, precede il Nord-Est (13,8%), il Centro (11,6%) e le Isole (1,9%).

La Lombardia è ancora la regione più colpita, con il 35,2% dei contagi denunciati e il 41,7% dei casi mortali. Tra le province, invece, il primato negativo spetta a quella di Milano, con il 10.8% del totale delle infezioni sul lavoro denunciate, seguita da Torino (7,8%), Brescia (5,4%) e Bergamo (4,6%).

Muoiono in media più gli uomini che le donne

I casi mortali da Covid-19 sono pari a circa un terzo del totale dei decessi denunciati all’Inail dall’inizio dell’anno.  Ad essere colpiti sono soprattutto gli uomini (84,0%) e nelle fasce 50-64 anni (69,9%) e over 64 anni (19,4%), con un’età media dei deceduti di 59 anni.

In quasi nove casi su 10 (89,3%) si tratta di lavoratori italiani, mentre tra gli stranieri le comunità più colpite sono quelle peruviana (17,6%), rumena (14,7%) e albanese (11,8%).

Prendendo in considerazione il totale delle infezioni di origine professionale denunciate, il rapporto tra i generi si inverte – circa sette contagiati su 10 (70,7%) sono donne – e l’età media scende a 47 anni.

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