Inquietante ipotesi

Due donne assassinate in pochi mesi: un serial killer nella Bergamasca?

La deposizione degli esperti in Tribunale ha confermato un solo punto di contatto fra le due vicende.

Due donne assassinate in pochi mesi: un serial killer nella Bergamasca?
16 Febbraio 2020 ore 14:40

Gianna Del Gaudio è stata uccisa nella sua casa a Seriate nel 2016 e poi Daniela Roveri, ammazzata 4 mesi dopo all’ingresso della sua abitazione a Colognola. Su entrambi i cadaveri una profonda ferita alla gola, le due donne abitavano nella Bergamasca, a meno di 10 chilometri di distanza l’una dall’altra. La deposizione dei medici legali in Tribunale, rilasciata martedì 11 febbraio 2020, ha fornito una risposta all’inquietante interrogativo: i due omicidi sono collegati fra loro? C’è la possibilità concreta che si tratti dell’operato di un serial killer?

Un serial killer nella bergamasca?

Oltre alla ferita alla gola trovata sul corpo delle vittime, gli omicidi di Gianna Del Gaudio, la professoressa 63enne in pensione sgozzata nella sua abitazione di Seriate nell’agosto del 2016, e di Daniela Roveri, manager 46enne uccisa a dicembre dello stesso anno mentre si trovava nell’androne di casa a Colognola, non presentano altre analogie.

È quanto è emerso dalle testimonianze dei medici legali chiamati a deporre martedì 11 febbraio, nell’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Bergamo nel corso del processo che vede imputato Antonio Tizzani per l’omicidio della moglie, la prof. pensionata Gianna Del Gaudio. Non sarebbero quindi emersi dati significativi per ricondurre a uno stesso assassino i due omicidi.

Gianna del Gaudio con il marito

Gianna del Gaudio con il marito Antonio Tizziani

Il confronto delle due autopsie

I medici chiamati alla sbarra hanno riferito di un incontro avvenuto a gennaio del 2017 – per volontà dell’allora procuratore capo Walter Mapelli – finalizzato a trovare eventuali riscontri che potessero collegare le due scene del crimine, il cui esito fu negativo.

Dal confronto delle autopsie effettuate sui corpi delle due donne non sono emersi dati significativi per ricondurre a uno stesso assassino gli omicidi. L’unico elemento che i due casi hanno in comune è la profonda ferita “da scannamento” al collo”, hanno spiegato gli esperti.

Pare quindi tramontare, salvo l’acquisizione di nuovi elementi, l’ipotesi caldeggiata in passato di un presunto serial killer incappucciato che avrebbe assassinato le donne.

daniela roveri

L’androne in cui è stata uccisa Daniela Roveri

Delitti collegati secondo la difesa di Tizzani

L’avvocato difensore di Tizzani, Giovanna Agnelli, nel corso delle prime udienze aveva chiesto che venissero acquisiti agli atti del processo due relazioni contenute in un fascicolo riguardante l’omicidio di Daniela Roveri e a cui fa riferimento il Ris di Parma nel procedimento contro Tizzani.

Nelle carte emergerebbe un confronto tra il dna ignoto ritrovato sui guanti nei quali era avvolto il taglierino ritenuto essere l’arma con cui è stata uccisa la Del Gaudio e un secondo profilo genetico, scoperto invece nell’ambito delle indagini sul caso Roveri. Delitti che, secondo la difesa, potrebbero dunque avere dei collegamenti. La richiesta era però stata respinta e, ad oggi, gli accertamenti non sono stati acquisiti agli atti, anche se non è stata esclusa dai giudici la possibilità che le due relazioni possano essere acquisite nel corso dell’istruttoria dibattimentale qualora se ne riscontrasse la necessità.

Da PrimaBergamo.it

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