Il rovescio della medaglia

Il Covid potrebbe diventare un semplice raffreddore. E intanto l'influenza quest'anno è sparita

La possibile parabola del temuto virus secondo gli esperti: da tigre a gattino.

Il Covid potrebbe diventare un semplice raffreddore. E intanto l'influenza quest'anno è sparita
18 Gennaio 2021 ore 10:13

Da virus potenzialmente letale a un blando raffreddamento che colpisce i bimbi: alcuni esperti ipotizzano che questa potrebbe essere la parabola del Covid-19. Nel frattempo, però, essendo ancora nella sua forma aggressiva, si vive con mascherine e accorgimenti che ne combattano la trasmissione. Comportamenti che non sono ancora serviti a mettere ko il virus, ma probabilmente hanno avuto effetto sull’influenza stagionale, della quale quest’anno non si è ancora vista l’ombra. E non si tratta di una buona notizia al 100%.

Il Covid potrebbe diventare un raffreddore

Da pandemia mortale a un raffreddore che colpisce la prima infanzia: il Covid – nei prossimi anni, qualora diventasse endemico nella popolazione, anche grazie al vaccino – potrebbe mutare da temibile tigre a gattino. Su che base gli esperti azzardano questa previsione? Sul fatto che SarsCoV2 potrebbe seguire le orme di altri coronavirus responsabili del comune raffreddore. Sempre secondo le stime potrebbe colpire la prima volta entro i 3-5 anni di età con sintomi modesti, per poi ripresentarsi in età adulta, in modalità ancora più lieve.

Lo studio

A ipotizzare questo scenario è un nuovo modello pubblicato su Science dai ricercatori della Emory University e della Penn State University, negli Stati Uniti. Lo studio si basa su dati epidemiologici e immunologici relativi al virus della Sars, quello della Mers e altri quattro coronavirus umani diventati ormai endemici, cioè virus diffusi nella popolazione che continuano a circolare a bassi livelli causando per lo più sintomi modesti.

Il modello, usato per prevedere la traiettoria della pandemia di Covid-19 nel prossimo decennio, mostra che una volta raggiunto lo stato endemico, il tasso di letalità di SarsCoV2 potrebbe scendere al di sotto di quello dell’influenza stagionale. L’incognita principe resta legata ai tempi: tutto dipenderà dalla velocità di diffusione del virus e dalla rapidità con cui verrà effettuata la vaccinazione di massa.

Influenza non pervenuta

E se il Covid continua a galoppare, l’influenza è praticamente sparita dai radar. Ecco i dati diffusi dall’Istituto superiore di Sanità, aggiornati al 13 gennaio 2021:

In Italia, nella 1° settimana del 2021, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali si mantiene stabilmente sotto la soglia basale con un valore pari a 1,4 casi per mille assistiti. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 6,6 casi per mille assistiti.

E ancora:

In tutte le Regioni italiane che hanno attivato la sorveglianza il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è sotto la soglia basale. Nella 1° settimana del 2021, in Italia sono stati analizzati 121 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete InfluNet e, su un totale di 1.450 campioni analizzati dall’inizio della sorveglianza, nessuno è risultato positivo al virus influenzale.

Le ragioni sono legate alle misure di prevenzione in atto per contrastare la pandemia, che hanno avuto un effetto straordinariamente efficace sull’influenza. Inoltre è maggiore il numero di cittadini che si è sottoposto al vaccino antinfluenzale rispetto agli scorsi anni. Il picco della malattia, la stagione scorsa, è arrivato tra gennaio e febbraio; solo allora si potrà dire che con certezza che l’abbiamo davvero scampata.

Problemi per il vaccino

Ma c’è un ma. Se i virus influenzali non circolano sarà assai difficile sviluppare un vaccino antinfluenzale efficace per il prossimo inverno. I virus dell’influenza sono infatti molto mutevoli: ci sono diversi ceppi, tipi e sottotipi che ogni anno infettano la popolazione in inverno. I vaccini vanno dunque adattati di volta in volta, su raccomandazioni che arrivano con mesi e mesi di anticipo direttamente dall’Organizzazione mondiale della sanità. Quest’anno però, se la situazione dovesse mantenersi tale, sarà molto complicato, se non impossibile, procedere con questo iter.

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