Crudele beffa

Vittima del revenge porn licenziata perché crea un "danno d'immagine"

Video a luci rosse diffusi dall'ex compagno di una 40enne bresciana. Da quel momento inizia il suo calvario che sfocia nella perdita del lavoro.

Vittima del revenge porn licenziata perché crea un "danno d'immagine"
22 Febbraio 2020 ore 07:45

Semplicemente assurdo. Infinitamente scandaloso. E’ una vicenda tristemente attuale quella capitata nel Bresciano ad una donna di 40 anni che si è trovata a fare i conti non soltanto con il terribile fenomeno del revenge porn, ma anche con la peggiore delle sue conseguenze: la inconcepibile perdita del lavoro causata violento danno di immagine che ne è conseguito. A detta dell suo inclassificabile datore di lavoro.

Vittima di revenge porn

Una donna oggi 40enne, in passato aveva intrapreso una relazione con un uomo che era spesso lontano da casa. Da qui l’idea di filmare alcuni video hot, nei quali si riconosceva anche il suo volto, da inviare al partner. Poi la situazione degenera ed ecco un copione già noto: i frame dei video privati sono diventati pubblici e virali (soprattutto su Whatapp) e per la donna è iniziato un incubo, come accade a tutti coloro che subiscono revenge porn.

Anche il suo numero di telefono è infatti stato reso pubblico, con conseguenti telefonate moleste provenienti non solo dall’Italia, ma dall’estero. Lei aveva trovato il coraggio di sporgere denuncia ed era stata aperta una inchiesta dalla Procura (con tre persone iscritte al registro degli indagati). Gli inquirenti sono al lavoro anche sul nuovo materiale esibito dalla donna: screenshot che dimostrerebbero come, passando di chat in chat, quei video intimi siano arrivati anche a poliziotti e carabinieri che hanno commentato senza però mai fermarne la diffusione.

Licenziata

La 40enne è una professionista che lavora presso diversi studi, uno di questi ha deciso di licenziarla a causa del “danno di immagine” generato dalla diffusione di quelle immagini private. I responsabili dello studio hanno giustificato la decisione spiegando che ci sarebbero persone che telefonano solo per avere un appuntamento con la professionista, senza alcun riferimento al servizio che necessitano, ma soprattutto senza lasciare recapiti di riferimento.

Oltre al danno la beffa

Ricapitolando, quindi, la protagonista di questa vicenda ha perso lavoro e reputazione solamente per aver accordato fiducia al compagno con il quale aveva una relazione.

Da Prima Brescia

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